Una battaglia durata un anno contro una malattia terribile, un tumore al colon, il tifo della sua gente, le ultime forze impegnate per accompagnare la figlia Noemi all’altare. Ma alla fine la morte ha preteso il suo pedaggio. Se n’è andato così Igor Protti, bomber amatissimo dai tifosi e uomo coraggioso. Avrebbe compiuto 59 anni a settembre. Per chi volesse porgergli un ultimo saluto,la camera ardente, sarà allestita presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza a partire dalle 15 di oggi 19/06.
Da ragazzino aveva iniziato nelle file dei Gladiatori, la squadra della sua città, poi il Rimini si accorse del suo talento e lo portò prima nelle giovanili e successivamente in Serie C. Nel 1985 l’approdo al Livorno, sempre in serie C, dove resta fino al 1988. E’ solo l’inizio di un amore lungo tutto una vita, anche se purtroppo la vita di cui parliamo è stata fin troppo breve.
Prima del ritorno all’Armando Picchi ha indossato le maglie della Virescit,del Messina, per poi finire al Bari dove tra serie A e serie B metterà insieme 112 presenze e 46 reti vincendo anche la classifica dei cannonieri del massimo campionato in coabitazione con Signori,quindi il passaggio alla Lazio dove metterà insieme 27 presenze segnando la miseria di 7 reti ,prima di rimettersi in discussione con la maglia del Napoli ma senza grossa fortuna.Nel 1999 il ritorno a Livorno segna il matrimonio più importante non che definitivo della sua carriera. Un ritorno che sentiva neccessario dopo gli anni bui trascorsi a Roma e Napoli … “Nel ’99 presi la macchina, andai da Aldo Spinelli,allora presidente ,ebbi il contratto così come lo voleva lui, me lo feci andare bene, e lì quella scintilla è diventata fuoco, che ha forgiato l’acciaio, che è quello che ci lega, quel filo che ci lega”, raccontò Protti quando ricevette la Livornina direttamente dalle mani del sindaco Luca Salvetti.
“Non so come andrà a finire, sicuramente è la partita più difficile che ho dovuto giocare fino ad oggi,so che probabilmente uscirò sconfitto ma come quando scendevo in campo,mi impegnerò, darò tutto me stesso per renderle la vita difficile”. Ciao Igor



