ZHEGROVA,BELLO E IMPOSSIBILE
(di Massimiliano Fantasia)

I numeri della partita giocata con la maglia del Kosovo,confermano la doppia anima di Zhegrova, magie palla al piede, ma troppe palle perse in una fase difensiva da rivedere.
Tra chi ne traccia l’identikit del dribblomane incallito come Luciano Spalletti e chi continua a vederlo come un profilo fine a se stesso,un giocatore fuori dal comune quasi irriverente nei modi e nel look baggy con i pantaloncini ben al di sotto della vita, la verità su Edon Zhegrova sta probabilmente nel mezzo. Per avere una panoramica completa della sua attuale dimensione calcistica basta analizzare i numeri del match disputato con il suo Kosovo contro l’Irlanda: 73 minuti conditi da giocate spettacolari diventate subito virali sui social, ma anche da ben 22 palloni persi su 51 toccati. Poco meno della metà.
Un dato che trova riscontro anche negli spezzoni giocati fin qui in maglia bianconera dove il suo minutaggio risulta direttamente proporzionale agli errori: in media, su 3 palloni toccati ne perde sempre almeno uno. Questa sua innata indole nel rischiare costantemente la giocata può risultare accettabile negli ultimi 20 metri se porta a gol oppure ad assist come con la doppietta da subentrato a Reggio Emilia quando prese il posto di Conceicao, ma rischia di sbilanciare la squadra quando occorre gestire campo ed equilibrio. Non è un caso che Spalletti si affidi al genio di Zhegrova principalmente nei finali di gara o quando bisogna invertire l’inerzia del match.
La risposta al suo impiego col contagocce risiede nella filosofia del tecnico toscano: il calcio moderno richiede interpreti capaci di svolgere con la stessa dedizione entrambe le fasi, proprio come chiesto costantemente allo stesso Kenan Yildiz. Come dichiarato da Spalletti stesso, Zhegrova possiede una qualità incredibile nello stretto nell’uno contro uno offensivo, ma pecca nella rincorsa e nella copertura della fascia. Per abbattere il cliché dell’anarchico bello e impossibile e trasformarsi da jolly della disperazione ad elemento cardine della Juventus, Edon dovrà prima di tutto dimostrare di saper legare il gioco e imparare a correre anche all’indietro quando occorre.