UN THURAM IRRICONOSCIBILE
(di Massimiliano Fantasia).
Il pareggio della Juventus contro la Fiorentina ha messo in chiaro che il lavoro, per Spalletti, è appena cominciato e sarà moltissimo, sotto tanti aspetti. A Firenze sono mancati gli spunti, la solidità e quella sensazione di ripresa che si era inserita nelle prime uscite con il nuovo allenatore. Il trend negativo, però, si è fatto nuovamente vivo dopo poche partite, rivelando quella che, fin qui, è la vera identità della squadra: mancano tanti elementi, dalla cattiveria alla concretezza, ma tutto si rifà all’assenza di certezze con cui Spalletti deve scontrarsi per trasformarla.
Il dubbio nasce spontaneo: questa Juventus ha mai avuto certezze? Forse la parola giusta è appigli, qualcosa a cui aggrapparsi come le giocate di Yildiz o la presenza di Thuram. Ed è proprio a Firenze che questi appigli, il francese su tutti, hanno mostrato di essere ancora lontani da quella sicurezza che avevano mostrato in altri momenti.
Thuram ha fornito una delle peggiori prestazioni da quando è alla Juventus. Strappi, controllo e solidità: tutto ciò che aveva messo in mostra nel finale della scorsa stagione, e all’inizio di questa, ora sembra essere fin troppo sbiadito. A Firenze l’errore che pesa di più è proprio il suo: troppo spazio lasciato a Kean, e Mandragora può colpire con altrettanta semplicità.
No, non è questo il Thuram che serve alla Juventus, tra l altro la gara di ieri non è stata un episodio isolato, anzi. I problemi fisici hanno influito, ma dal suo rientro il francese non è più stato nemmeno quell’appiglio a cui la Juve si affidava a centrocampo, nella debolezza sempre più certa di questo reparto. Se è vero che ai bianconeri serve una vera e propria rivoluzione, questa deve passare innanzitutto dalle certezze: Spalletti dovrà ricostruirle, ma più di qualche giocatore deve innanzitutto ritrovarle a partire da se stesso.
E il riferimento si sposta anche a Kenan Yildiz, ancora in difficoltà dopo un derby davvero opaco. Il turco non è stato l’uomo ‘spacca partite’, come lo aveva definito Spalletti alla vigilia, e come per Thuram non si è trattato di un’amara prima volta. Il discorso dei problemi fisici si estende anche a lui, ma come per il compagno non è qui che si fermano le difficoltà.
Nelle ultime gare il numero 10 è stato ingabbiato e non ha saputo reagire come serviva per liberarsi da quella presa. La Juventus è passata a dipendere dalle sue giocate a trovare il suo talento migliore completamente neutralizzato: l’equilibrio che serve e che manca, è la vera chiave per ritrovare una delle certezze di cui Spalletti ha bisogno per dare davvero il via alla rivoluzione più che mai necessaria.
(di Massimiliano Fantasia).
Il pareggio della Juventus contro la Fiorentina ha messo in chiaro che il lavoro, per Spalletti, è appena cominciato e sarà moltissimo, sotto tanti aspetti. A Firenze sono mancati gli spunti, la solidità e quella sensazione di ripresa che si era inserita nelle prime uscite con il nuovo allenatore. Il trend negativo, però, si è fatto nuovamente vivo dopo poche partite, rivelando quella che, fin qui, è la vera identità della squadra: mancano tanti elementi, dalla cattiveria alla concretezza, ma tutto si rifà all’assenza di certezze con cui Spalletti deve scontrarsi per trasformarla.
Il dubbio nasce spontaneo: questa Juventus ha mai avuto certezze? Forse la parola giusta è appigli, qualcosa a cui aggrapparsi come le giocate di Yildiz o la presenza di Thuram. Ed è proprio a Firenze che questi appigli, il francese su tutti, hanno mostrato di essere ancora lontani da quella sicurezza che avevano mostrato in altri momenti.
Thuram ha fornito una delle peggiori prestazioni da quando è alla Juventus. Strappi, controllo e solidità: tutto ciò che aveva messo in mostra nel finale della scorsa stagione, e all’inizio di questa, ora sembra essere fin troppo sbiadito. A Firenze l’errore che pesa di più è proprio il suo: troppo spazio lasciato a Kean, e Mandragora può colpire con altrettanta semplicità.
No, non è questo il Thuram che serve alla Juventus, tra l altro la gara di ieri non è stata un episodio isolato, anzi. I problemi fisici hanno influito, ma dal suo rientro il francese non è più stato nemmeno quell’appiglio a cui la Juve si affidava a centrocampo, nella debolezza sempre più certa di questo reparto. Se è vero che ai bianconeri serve una vera e propria rivoluzione, questa deve passare innanzitutto dalle certezze: Spalletti dovrà ricostruirle, ma più di qualche giocatore deve innanzitutto ritrovarle a partire da se stesso.
E il riferimento si sposta anche a Kenan Yildiz, ancora in difficoltà dopo un derby davvero opaco. Il turco non è stato l’uomo ‘spacca partite’, come lo aveva definito Spalletti alla vigilia, e come per Thuram non si è trattato di un’amara prima volta. Il discorso dei problemi fisici si estende anche a lui, ma come per il compagno non è qui che si fermano le difficoltà.
Nelle ultime gare il numero 10 è stato ingabbiato e non ha saputo reagire come serviva per liberarsi da quella presa. La Juventus è passata a dipendere dalle sue giocate a trovare il suo talento migliore completamente neutralizzato: l’equilibrio che serve e che manca, è la vera chiave per ritrovare una delle certezze di cui Spalletti ha bisogno per dare davvero il via alla rivoluzione più che mai necessaria.



