TUDOR METTE D ‘ACCORDO TUTTI.                  (di Massimiliano Fantasia).

 Nove partite di campionato, poi almeno tre del Mondiale del Club e poi chissà, così Igor Tudor è arrivato a Torino per diventare il nuovo allenatore della Juventus,non gli importa che abbia 2 mesi o 10 anni di contratto,ha un debito di riconoscenza verso quella società che ha contribuito a farlo diventare un uomo prima ancora che un calciatore che ha potuto farsi conoscere in tutto il mondo. Intanto, due le ha già giocate e forse, un pezzettino di futuro se l’è già guadagnato. Certo, la strada è ancora piuttosto lunga e passerà inevitabilmente dalla qualificazione in Champions, che al momento,malgrado un calendario non proibitivo, è tutt’altro che scontata. Ma questo potrebbe anche non bastare e lui lo sa, perché la società è stata sincera fino in fondo. Dipenderà da tanti altri fattori, da come sarà raggiunta, da ciò che dimostrerà dentro e fuori dal campo in questo periodo,da cosa costruirà con uno spogliatoio che in buona parte rappresenterà il punto di ripartenza,E anche da cosa potrà offrire il mercato degli allenatori,con la posizione di Antonio Conte tenuta strettamente sotto controllo.
Una possibilità però Tudor ce l’ha senza dubbio e se la giocherà fino in fondo. La strada è quella giusta; quattro punti in due partite e una Juventus che si è ritrovata  prima di tutto dal punto di vista del carattere. Ma c’è di più, perché Tudor, per come ha iniziato l’avventura, per quello che rappresenta per la Juventus e per le idee che ha, può fare ciò che non hanno fatto in ordine Massimiliano Allegri, Maurizio Sarri e Thiago Motta, ovvero unire tutto l’ambiente, tifoseria inclusa. Squadre e contesti differenti, ma dagli ultimi anni del “primo” Allegri fino a questi mesi, c’è sempre stata una spaccatura, più o meno netta, all’ interno del popolo bianconero e lui potrebbe benissimo riuscire in quella scissione che tutti sperano possa esserci prima o poi.
Le discussioni tra i “risultatisti” e i “giochisti”, tra chi ritiene che il calcio sia “semplice” e chi invece ha tutt’altra visione. Ma ancora di più, come si è visto nell’esperienza di Thiago Motta a Torino, la divisione tra chi ritiene che serve “juventinità” e un certo modo di stare dentro la Juventus, a prescindere dalle questioni più strettamente calcistiche e chi invece preferiva “allontanarsi” dalla tradizione del club.
Ecco, Tudor può unire tutto questo, perché di juventinità ne ha in abbondanza e perché sembra poter unire il “passato” glorioso della Juve, che conosce bene cosa significhi stare in questo club e quali siano le priorità ma che allo stesso tempo guarda in avanti, con un’idea di gioco moderna perché come dichiarato da lui stesso, il calcio è cambiato rispetto a 20 anni fa. Un allenatore “juventino”, che si poggia su ciò che ha imparato in tanti anni in bianconero e che allo stesso tempo guarda in avanti. Le componenti per unire tutti ci sono, ora toccherà a Igor riuscirci.