TUDOR COME LA PRIMA JUVE DI CONTE
(di Massimiliano Fantasia).                                                                                         Cosa accomuna la Juve di Tudor con la prima Juve di Antonio Conte? all’apparenza non esiste nessuna analogia. Calciatori diversi, d’altronde sono passati più di 15 anni, eppure i due tecnici hanno qualcosa in comune. Anzi, più di qualcosa. Il 3-5-2 varato da Conte durante un Napoli-Juventus e mai più abbandonato è molto similare al 3-4-2-1 utilizzato da Tudor.
Cambiano pochi meccanismi: il sistema difensivo è pressocché identico, sebbene Tudor abbia meno qualità a centrocampo rispetto al leccese. Ma c’è un dato che risalta maggiormente agli occhi paragonando le due formazioni. Ci riferiamo alle reti. Non a quelle realizzate, ma a quello dei marcatori.
Nella stagione 2011/2012, la prima Juve di Conte che diede vita al ciclo dei nove scudetti di fila, furono diversi i calciatori che finirono nel tabellino dei marcatori. Ed anche oggi, come allora, gli interpreti che hanno bagnato le loro prestazioni con un gol sono più di uno.
La squadra di Tudor ha distribuito reti in ogni reparto, dalla difesa all’attacco. Domina Vlahovic con quattro gol, tutte realizzate da subentrato; poi Kenan Yildiz a quota due al pari di Kelly che ha sorpreso tutti con i gol realizzati contro Inter e Borussia Dortmund che gli hanno permesso peraltro di raggiunere il maggior numero di reti realizzate in una stagione.
Ad una rete, invece, Jonathan David e Francisco Conceiçao oltre a Khephren Thuram ed Adzic, entrambi in gol contro l’Inter. Sette marcatori diversi come al primo anno di Conte,solo nella stagione 2012/2013 la Juve fece meglio con otto realizzatori. L’avventura di Thiago Motta era invece iniziata con cinque marcatori diversi mentre nel triennio della seconda era Allegri (dal 2021 al 2024) si era arrivati al massimo a quattro.
Numeri che però possono essere migliorati: all’appello infatti mancano Openda, Zhegrova e Koopmeiners, ma anche McKennie e Gatti oltre che Bremer, calciatori che hanno nelle loro corde la finalizzazione ed un buon bottino di reti. Tudor aspetta fiducioso, consapevole di avere tra le mani una squadra dal potenziale devastante.