LO SCERIFFO DI KANSAS JUVE.
Lo sceriffo di Kansas Juve al secolo Cristiano Giuntoli è fuori discussione che non sia dall’essere un grande professionista, in possesso di fiuto nel saper cercare, valutare, e poi decidere per il meglio. Il maestro di tutti fu Italo Allodi, un po’ come Gianni Brera per i giornalisti, poi il nostro storico direttore Luciano Moggi il quale è un termine di riferimento per tutti gli altri. Moggi sicuramente in possesso di grandi capacità, anche lui tuttavia qualche scelta non risultò perfetta ma gli errori si rivelarono minimi rispetto alle scelte fatte. Lo sceriffo ha dalla sua la responsabilità di operare in una piazza difficile e complessa quale la Juventus dove gli errori non sono ben tollerati. Nel Napoli, lo sceriffo, impiegò qualche anno prima di lasciare il segno. Portò uno scudetto con giocatori di assoluto livello ma sconosciuti e poi rivelatisi determinanti: Victor Osimhen, Khvicha Kvaratskhelia, Stanislav Lobotka per fare alcuni nomi. Lo sceriffo paga dazio pesante perché presentarsi come da Juventus vuol dire trovare muri di gomma e prezzi che lievitano, non è facile, diventa tutto difficile anche alla luce di un mercato, quello passato, dove il potere economico della Juve non permise di poter contrattare e rilanciare. Il calcio italiano è mediocre e l’appeal dei campioni verso il nostro paese non è più quello di una volta. Il passo, per molti ritenuto folle, di prendere CR7 e poi il blocco del COVID a stadi vuoti e senza ritorno economico ha sancito una sconfitta. Ora per lo sceriffo di Kansas Juve sarà una sessione di mercato difficilissima perché tra acquisti errati e uscite che risulteranno alla fine delle minusvalenze si dovrà agire di astuzia e con grande capacità professionale. Buon lavoro sceriffo .
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