KOOPMEINERS CONTO ALLA ROVESCIA
(di Massimiliano Fantasia)

Settantacinque giorni per prendersi la Juventus ed evitare un divorzio anticipato. Per Teun Koopmeiners inizia un nuovo campionato, una corsa contro il tempo per non trasformarsi da colpo milionario a flop clamoroso.                      Il club bianconero lo ha informato di non essere più disposto ad attenderlo all’infinito e, se non ci sarà un cambio di marcia entro l’inverno, a gennaio si valuterà l’addio.
A questo punto l’ex centrocampista dell’Atalanta, pagato 51,3 milioni più bonus nell’estate 2024, non è più considerato intoccabile. La sensazione è chiara: o l’olandese cambia marcia nei prossimi due mesi e mezzo, o a gennaio si cercherà una soluzione. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella del divorzio in prestito, per liberare uno slot a centrocampo (dove piace sempre Kessié) e permettere al giocatore di ritrovare minuti in vista del Mondiale.
Il suo momento no è stato certificato anche dalla nazionale: il CT Koeman lo ha richiamato solo per un infortunio e poi lo ha tenuto in panchina per 180 minuti. Una bocciatura che si somma a quella del big match contro il Milan.
Alla Continassa avevano concesso a Koopmeiners una seconda chance, convinti che la sua prima, difficile stagione fosse stata condizionata da tanti fattori. Igor Tudor lo ha accontentato, arretrandolo nel suo ruolo preferito di mediano, ma il cambio di abito non ha portato risultati. I numeri della sua stagione sono impietosi: 7 presenze, zero gol e zero assist.
Il giocatore arrivato a Torino con l’etichetta di centrocampista dal gol facile, basti pensare alle 15 reti messe a segno nell’ultimo anno a Bergamo,a Torino non ha mai convinto apparendo quasi sempre lento e svogliato;con la Juve ha segnato appena 5 reti in quasi un anno e mezzo tra Serie A e coppe.

Il primo a essere deluso è lui stesso, ma il tempo stringe. Tudor, da sempre ottimista, crede ancora di poterlo recuperare e, per la sfida di domani contro il Como, pensa di rilanciarlo da titolare. Per l’olandese, classe 1998, è forse l’ultima chiamata: i 75 giorni che lo separano da gennaio decideranno il suo futuro in bianconero.