(ANDREA LYBRA)

HIGHLANDER JUVE! CONTRO TUTTO E TUTTI PER DIMOSTRARE CHE È ANCORA
LA SQUADRA DA BATTERE.
Sottotitoli:
Mezza Seria A, con la falsa partenza dei bianconeri, ha sperato fortemente della
definitiva chiusura di un ciclo irripetibile di successi durato un decennio.
Con la vittoria di carattere e di misura sul Torino, la Juve va alla sosta con la
consapevolezza che alla Continassa stanno finalmente tornando di moda specifiche
peculiarità della casa, ovvero fame di vittorie, solidità difensiva, voglia di non soccombere
mai fino ad oltre il 90” minuto. Andrea Agnelli nel rivolere fortemente Massimiliano Allegri
alla conduzione della squadra dopo 2 anni di netta involuzione rispetto al recentissimo
passato, sapeva esattamente che soltanto lui quale uomo spogliatoio, grande manager a
riguardo della gestione delle risorse umane oltre che ottimo mental coach, poteva evitare
quello che mezza serie A andava e va sognando ormai da anni, ovvero la fine definitiva di
un ciclo epico fatto di vittorie in ogni dove e dell’innalzamento del proprio ranking europeo
che addirittura ricordiamo si era attestato al 3°posto negli ultimi anni della prima epopea
allegriana. E con il terrificante inizio della stagione in corso fatto di 3 miseri punti in 5 incontri
ufficiali ma soprattutto di una condizione psicofisica altamente deficitante di tutta la squadra,
era ovvio che le altre società iniziassero davvero a credere e sperare nel suo definitivo
tracollo. Un piatto ghiotto da non farsi sfuggire assolutamente e che
le stesse hanno saputo sfruttare in maniera ottimale, (vedi i risultati di Napoli, l’Inter e il
Milan). Sommersa dalle critiche che ovviamente non hanno risparmiato nemmeno la società
e la dirigenza, sul proprio “cielo” si è vista palesarsi all’orizzonte una disfatta epocale e
clamorosa da far perdere sonno e fiato a tutto l’ambiente ultra stellato e solo la calma
serafica ed invidiabile di un Allegri oltremodo maturo, riflessivo e duro, e la buona “Prima” in
Champions League, hanno iniziato a far palesare i primi sprazzi importanti di sole che
evidentemente hanno ben presto irradiato le tristi giornate della Vecchia Signora del calcio
italiano. Magia del Calcio, ovvero di uno sport intriso di passione, virilità agonistica e
strategia applicata dove le distrazioni anche più insignificanti possono diventare
velocemente le ragioni di un tracollo e dunque di fallimenti. La Juve dunque da qualche
settimana ha iniziato un evidentissimo processo di evoluzione che ha da subito portato la
squadra a sbloccare una indegna posizione in classifica accorciando il gap dalle principali
competitor in campionato nonché consegnando, (basterà un pareggio con lo Zenit), ad
Allegri e Company, la testa della Classifica nel proprio girone in Champions. Con la vittoria di
sabato contro un agguerrito Torino, si va alla sosta dovuta agli impegni delle nazionali,
rigenerati e soprattutto carichi di convinzione che la Juve purtroppo per qualcuno c’è ed e’
viva e vegeta e che non ha assolutamente l’intenzione di regalare ad urbi et orbi la
leadership italiana faticosamente conquistata di ritorno dalle macerie provocate dalla
catastrofe Calciopoli e che soltanto grazie al grande amore di casa Agnelli si è potuta non
solo superare velocemente ma soprattutto tramutare in ricostruzione e potenziamento e
conquista non solo del territorio italiano bensì del tetto dell’Europa. Non c’è dubbio che la più
grande garanzia per i tifosi per un proseguo ai vertici della squadra sia la solidità di una
società e di una famiglia italiana forte e che nel proprio DNA ha la vittoria come unico
risultato che conta.