(Generoso Petrillo)
Giunto alla corte di madama dalla stazione 2015-2016, il giocatore colombiano è ormai diventato un tassello imprescindibile dello scacchiere bianconero grazie anche alla sua funzione trasversale: da terzino ad ala, dalla fascia destra alla fascia sinistra, il sud americano è praticamente definibile come tutto campista della fascia laterale. Per la juventus dunque, il vantaggio sta nell’ausiliare avere. Eh si, avere Juan Cuadrado e soffrire terribilmente quando questo ragazzo manca, proprio come accadde, ahinoi, nella stagione 2018-2019 durante la quale venne costretto a stare fuori tre mesi nel post operazione al ginocchio sinistro.
Ripercorrendo il profilo del nostalgico ma uomo di cristallo Douglas Costa, Juan è identificabile del tutto nell’abilità dello spacca partite: con le sue caratteristiche infatti, sa essere letale dribblando gli avversari con una rapidità di esecuzione impressionante e mandando in confusione le difese avversarie specialmente quando sono stanche. Parli di Juan e pensi inevitabilmente alla capacità di dribbling nello stretto, con la conseguenza che spesso il panita diventa il giocatore che subisce più falli ed induce la squadra avversaria a rischiare molto a causa delle somme di ammonizioni. A volte stupisce con una fiammata ed il significato della partita cambia tremendamente: ne sanno qualcosa l’Inter nel 2018, il Torino nel 2016, il Lyone nella gara di Champions del 2016 e da ultimo, la cara ex Fiorentina nella gara del 6 novembre scorso, solo per citare alcuni esempi. L’utilità di possedere in rosa un giocatore come Cuadrado, permette all’allenatore di cambiare modulo e sistema di gioco, senza per forza cambiare gli interpreti, ma ricorrendo allo spostamento in campo, proprio come Juan consente di fare, quasi con un agire tattico anarchico, ma permettendo di non ricorrere alle sostituzioni per ruolo specifico. In questa Juventus inevitabilmente dietro rispetto alla qualità delle rose passate, Cuadrado rappresenta un elemento irrinunciabile e che incide ancora meglio a gara in corso, specialmente all’interno dell’attuale campionato di serie A così sofferente e riequilibrato nelle strategie avversarie. Magari non corre più in modo spregiudicato come ai tempi della militanza in maglia viola ed è più riflessivo nei tempi in cui dettare la giocata, ma le abilità rimangono indiscusse ed è senz’altro un valore aggiunto in questa juve bisognosa di qualità, oltre che decisivo nel risultato. In un centrocampo attuale che stenta nella qualità e nell’estro, i piedi del colombiano diventano fondamentali per spostare il gioco sulle fasce e lasciare fiato ai centrocampisti che devono recuperare nei rientri. In attesa che la Juventus acquisti una benedetta punta centrale nella sessione di mercato invernale (preghiamo), la squadra è praticamente costretta a far convergere il gioco nelle vie alterali, in quanto le interdizioni tra i centrali del campo non riescono ad emergere in maniera fluida. Avere una punta centrale di ruolo sappiamo cosa significa, basterebbe infatti citare in causa Marione Mandzukic e la marea di assist ricevuti proprio dal colombiano per battere a rete. Purtroppo capita che quando il ragazzo sia stanco o semplicemente non in giornata, il suo contributo negativo pesa come un macigno in questa squadra e le ire di noi tifosi si sentono in ogni dove: temporeggia troppo nella giocata fino a perdere palla, cerca falli cadendo a terra e credendo automaticamente di beneficiare di falli a suo favore, sbaglia la precisione nei tiri in porta, scarica nel mezzo invece di concludere in porta e via discorrendo. Questo e il Cuadrado che non vorremmo mai vedere, ma si sa, anche lui ha naturali limiti umani e quando la qualità si abbassa parallelamente ad un suo insufficiente rendimento, la disfatta diventa più che tangibile. Pretendere continuità nelle prestazioni da un campione come lui, è il minimo che un tecnico possa pretendere, date le ovvie abilità del suo background calcistico.
La storia si ripete: Da Sassuolo 2015 ad oggi, la vespa Juan Cuadrado capitalizza il goal vittoria registrando un peso notevole nell’economia del rendimento di squadra. Nel 2016 lo sappiamo, fu scudetto…vedremo questa volta cosa accadrà. Sicuramente esistono giocatori bravi che svolgono il compito e giocatori diversi dalla spregiudicata anarchia. Cuadrado è sicuramente appartenente alla seconda categoria menzionata e rappresenta pienamente il manifesto attuale del corto muso Allegriano. Forza Juan, non demordere che sei un campione. Questa Juventus ha bisogno di te. Corri e pungi come una vespa!



