(Piera Fabiano)
L’avvento dell’era Max 2.0 aveva già dalle prime voci diviso la tifoseria Juventina tra coloro i quali in maniera dispregiativa consideravano il suo ritorno una “minestra riscaldata” e altri che invece ne avevano intuito il senso ben preciso che si può racchiudere in una sola parola: continuità. I cambi nella panchina degli ultimi due anni hanno infatti dimostrato che cambiare troppo spesso (cosa tra l’altro avvenuta raramente nella storia della Juventus) non va e non fa bene: quale miglior modo quindi di esprimere continuità se non richiamando alla guida della compagine bianconera il tecnico più longevo e vittorioso degli ultimi anni? Si è trattato però anche di una decisione conveniente e intelligente poiché, in una situazione finanziaria poco florida come è quella della Juventus in questo periodo storico, la soluzione migliore non poteva che essere rappresentata dal tecnico esperto che avesse familiarità con molti dei giocatori in rosa e potesse quindi lavorare bene con quello che c’è invece che con quello che si sarebbe voluto dal mercato. Più che le parole contano i fatti e l’avvio purtroppo pessimo del nostro campionato sembrava aver allargato il settore di quella parte di tifosi che, guardando solo ai risultati, non sono riusciti a capire che sarebbe servito tempo e non hanno letto nel lavoro di Max quello che è l’aspetto più peculiare del suo lavoro: limare, aggiustare, provare, cambiare fino a trovare la giusta quadra. Lo stesso Max ha infatti più volte ribadito che “serve tempo” e che la vera Juve non la vedremo se non da Novembre in poi. I fatti ad ora sembrano dargli abbondantemente ragione e, le ultime partite, sono a mio avviso state un capolavoro di lettura da parte del mister, soprattutto se si tiene conto della rosa fortemente penalizzata dagli infortuni. Max non è l’allenatore giusto solo per chi si ostina a non andare oltre, a non sforzarsi di comprendere, non è l’allenatore per chi nelle sue parole rivolte a Chiesa ha visto una critica e non uno sprone e continua a negare quanto invece queste siano servite, e di come anche Kulusevski sia stato finalmente Kulusevski nella sfida contro il Torino. Non bisogna infine dimenticare che il compito più arduo di Allegri è quello di cancellare dalla testa dei giocatori due anni di gioco improntati esclusivamente su possesso palla a scapito di un dominio che invece si è visto poco o niente. Allora buon lavoro Max, non importa se gli scontenti continueranno a dire che così non si divertono: d’altronde, come dici tu “ sei qui per portare risultati e valore: chi si vuole divertire può andare al circo”!
Evviva horto muso. Sempre



