È MORTO SERGIO GORI. (di Massimiliano Fantasia). Il calcio italiano piange Sergio Gori.Bobo, come amavano chiamarlo simpaticamente i compagni di squadra,si è spento nella notte tra martedì e mercoledì presso la clinica Multimedica di Sesto San Giovanni dove era ricoverato da due settimane.Era nato a Milano il 24/02/1946, cresciuto nelle file dell’ Inter fa il suo esordio in serie A il 20/12/1964, a Firenze,Herrera deve fare a meno di Luisito Suarez e di Jair,decide cosi di schierarlo dal primo minuto al fianco di Corso e di Peiro’ la partita finirà 2-2 con le reti di Corso e di Sandro Mazzola per i nerazzurri che si faranno raggiungere nel finale da una doppietta di Maschio.In nerazzurro rimane due sole stagioni il tempo di vincere altrettanti scudetti oltre ad una coppa dei campioni ed una coppa intercontinentale,quindi si trasferisce al Vicenza dove giocherà in prestito per due campionati.,in Veneto riuscirà a mettersi in mostra giocando con una certa continuità e realizzando la bellezza di 15 reti che gli valsero il ritorno a Milano,ma l Inter ha ben altri programmi per lui,Italo Allodi vuole fortissimamente arrivare ad acquistare Roberto Boninsegna dal Cagliari e per riuscire nel suo intento metterà sul piatto della bilancia oltre ad un ricco conguaglio in denaro,il cartellino di due giocatori dello spessore di Angelo Domenghini e appunto del giovanissimo Sergio Gori.Allodi mette a segno un grandissimo colpo, mentre per Domenghini e Sergio Gori si aprirà un nuovo capitolo professionale, ma nessuno dei due poteva immaginare quello che presto sarebbe successo in Sardegna.A Cagliari tra il 1969 e il 1975,formerà con Gigi Riva una delle coppie meglio assortite della storia della nostra serie A,attaccante di manovra come si chiamava una volta, brevilineo molto bravo a giocare negli spazi stretti dotato di un buona tecnica individuale Gori, semplicemente devastante Luigi Riva.A Cagliari vincerà il terzo scudetto della sua carriera ,quell’ impresa è ancora oggi è considerata un vero e proprio miracolo,una di quelle favole che oggi non sarebbero più possibili .Nell’ estate del 1965 il trasferimento alla Juventus di Carlo Parola.Ha ancora voglia di giocare a buoni livelli ,a Cagliari si è appena chiuso un ciclo irripetibile e tempo per aspettare non ce ne sta più molto così la juventus si presentava come un opportunità da prendere al volo..Sul suo trasferimento alla Juventus è sempre stato fin troppo chiaro,” Il calcio è soprattutto passione,per qualcuno è anche una possibilità di guadagno ma questo non vale per tutti,quando ho scelto di venire alla Juve ho pensato che ormai ho compiuto 30 anni e che presto tutto questo finirà perché non si può giocare tutta la vita non si può rincorrere un pallone in eterno e a Torino sento di potermi togliere ancora della belle soddisfazioni ” 49 gettoni di presenza e 10 reti tra il 1975 e il 1977 ,ha vissuto in prima persona quello che è stato certamente un cambio epocale come va considerato il passaggio da Carlo Parola a Giovanni Trapattoni con cui ha potuto aggiungere alla sua personalissima bacheca un altro scudetto,esattamente il quarto della sua carriera da gregario di lusso che lo ha visto vincere il campionato non solo in quattro occasioni ma addirittura con tre maglie diverse, impresa riuscita veramente a pochi… A Torino conta anche una coppa UEFA ..ha lasciato un ottimo ricordo di sé ovunque ha giocato,Zoff proprio ieri ha voluto rendergli omaggio ricordando la persona prima ancora che il calciatore ,definendola seria educata e rispettosa.Conta anche tre presenze in nazionale ,in azzurro ha partecipato ai mondiali del Messico nel 1970.



