(GIAN LUCA FEO)

All’Allianz Stadium, con il primo sold out della stagione (in ragione della capienza massima consentita del 75%) si affrontano per il dodicesimo turno del girone di andata e nel primo anticipo serale Juventus e Fiorentina gara sempre molto attesa e dalle elevate aspettative per entrambe le tifoserie.

Allegri si presenta con il classico 4-4-2 sulla falsa riga del vittorioso match di champions di martedì scorso, ma deve rinunciare in primis a Szczesny per un problema al costato, al suo posto Perin ed in extremis oltre che a Leonardo Bonucci anche a Giorgio Chiellini (che lo avrebbe dovuto sostituire) per un problema all’adduttore durante il riscaldamento rimpiazzandolo con Rugani che forma così la coppia centrale con De Ligt mentre sugli esterni bassi agiscono Danilo a destra ed Alex Sandro a sinistra.

In mediana viene riproposta la coppia Locatelli – McKennie che tanto aveva ben figurato nell’ultima apparizione; unica variazione sulla corsia di sinistra con Rabiot che fa rifiatare Bernardeschi, mentre sul fronte opposto agisce Chiesa a supporto di Morata e Dybala con quest’ultimo che dovrà cucire il gioco e legare i reparti nelle due fasi di gioco.

Buon avvio di madama che ben ordinata sul rettangolo verde è chiamata al riscatto dopo le ultime due sconfitte subite, mette da subito pressione alla viola con un buon possesso palla ed una discreta intensità di gioco che però non sortiscono nitide palle gol evidenziando uno dei problemi che attanaglia la squadra in questo inizio stagione ossia la mancanza di finalizzazione; infatti fino alla trequarti avversaria la palla è mossa velocemente ma siamo come al solito sterili in attacco con un Morata ahimè ancora una volta sottotono.

Dopo una prima mezz’ora con il pallino del gioco sempre in mano, grazie anche ad una Fiorentina troppo rinunciataria, i gigliati crescono con il possesso palla e la presenza territoriale nella nostra metà campo.

Gli uomini di Italiano fanno un ottimo possesso palla sviluppando gioco in ampiezza e cercando anche con delle buone trame di rendersi pericolosi dalle parti di Perin soprattutto con il loro terminale offensivo Vlahovic questa sera disinnescato da un ottimo De Ligt che lo costringe molto spesso a giocare spalle alla porta.

A cavallo del minuto 35 i viola creano almeno tre nitide palle gol non concretizzate per la poca precisione e la mancanza di lucidità sotto porta.

Il primo tempo si chiude con un sussulto creato più che dai nostri avversari dalla squadra arbitrale che a tempo scaduto effettuano un check con il var per un presunto fallo di mano di Danilo che la tocca sì con la mano sinistra ma con il braccio aderente al busto (nella c.d. “zona grigia”) senza tra l’altro aumentare il volume del corpo.

Si parte nella ripresa con il primo cambio per la Juve: Pellegrini prende il posto di Alex Sandro (opaca la sua prova) vittima di un acciacco già dal 40’ del primo tempo.

Morata con l’unica giocata degna di nota della sua partita, cerca la porta con un fendente di sinistro scoccato da appena fuori area che termina purtroppo sull’esterno della rete.

Da qui in avanti la Fiorentina con un baricentro molto alto è in controllo della gara, complice una Juve che non riesce a dare ritmo ed intensità al suo gioco; si galleggia così fino all’episodio che ha fatto svoltare il match in direzione Juve ma che a mio modesto parere non è quello chiave in quanto poco più avanti sarà una mossa tattica a determinarne il risultato finale.

Al minuto 73 infatti viene espulso per doppia ammonizione il difensore centrale gigliato Milenkovic reo di un fallo ingenuo su Chiesa a settanta metri dalla porta; Italiano in inferiorità numerica si mette 4-4-1 al cospetto di un 4-5-1 iniziale in fase di non possesso e sostanzialmente la musica non cambia per l’atteggiamento della sua squadra, ma di qui in poi che la Juve prende coraggio ed infatti al 77’ su assist confezionato da Locatelli (buona prova di sostanza la sua) Chiesa ha una grande opportunità ma il suo tiro di mezzo volo da posizione defilata si stampa incredibilmente sulla traversa..!!!

Come anticipato prima, l’episodio chiave è al minuto 79 quando mister Allegri, finalmente, decide di sostituire un evanescente Rabiot, come sempre schierato fuori ruolo dal tecnico livornese, con Cuadrado, da sempre uomo imprescindibile per questa squadra e spesso determinate nell’ultimo quarto di partita quando magari i ritmi si abbassano e lui prende il sopravvento con le sue accelerazioni e le sue incursioni; di conseguenza Chiesa passa a sinistra con il colombiano a destra ed ora si che riusciamo a sfruttare al meglio la superiorità numerica grazie agli strappi ed i continui 1 vs 1 dell’ex viola da un lato ed alle percussioni del buon Juan dal lato opposto che hanno messo sotto scacco la difesa ospite che da un momento all’altro sembrasse dovesse capitolare.

Juve quindi padrona del campo ed alla ricerca del gol vittoria senza mai più soffrire dietro e con occasioni a ripetizione prima di Morata che va in gol (annullato per fuorigioco come spesso accade) e poi ancora con il Federico nazionale che si rende protagonista di un gran tiro respinto senza non poche difficoltà dall’estremo difensore viola.

Da registrare al minuto 88 l’ingresso in campo, a mio parere tardivo, di Kaio Jorge per uno stremato Morata; l’arbitro Sozza (buona la sua direzione di gara) concede quattro minuti di recupero ed al minuto 90 + 1 Cuadrado con una strepitosa azione personale entrando da destra in serpentina in area di rigore e da posizione molto angolata fulmina con un diagonale l’immobile Pietro Terracciano.

Alla fine il recupero si allunga a sette minuti ma non succede più nulla e Juventus che si aggiudica sul filo di lana un match come si era preannunciato difficile e sul filo di lana.

E’ Juan Guillerme Cuadrado Bello l’uomo della provvidenza, che corre in soccorso della Vecchia Signora mettendo per l’ennesima volta il sigillo al risultato in pieno recupero, regalandole tre punti quasi insperati ma fondamentali.

Questa sera si torna alla vittoria, dopo due sconfitte consecutive in campionato con una Juve nuovamente poco brillante ma sempre pronta a rispolverare il mai accantonato leitmotiv di stampo Allegriano. Vittoria di “horto muso”.

Ora sempre zitti, a testa bassa, lavorando cercando di dare continuità alle prestazioni ed ai risultati.

#finoallafineforzajuventus #occhiditigre

 

 

LE PAGELLE

Perin, 6: partita da spettatore non pagante la sua, mai chiamato seriamente in causa ma sempre attento e concentrato: INOPEROSO,

Danilo, 6: partita di sostanza del brasiliano che non sarà certo Cafù, ma in campo è sempre ordinato e preciso nelle chiusure: COSTANTE;

Alex Sandro, 5.5: partita impalpabile con giocate scolastiche in fase offensiva senza mai andare a cercare la superiorità numerica sull’esterno e sempre in affanno quando attaccato dall’ottimo Odriozola e dal sempre frizzante Callejon: PISOLO;

dal 46’ Lu. Pellegrini, 6: partita senza infamia e senza lode, si piazza al suo posto senza strafare svolgendo il compitino: SCOLASTICO;

De Ligt, 7: partita tosta contro un avversario, Vlahovic, dato in forma strepitosa ma che lui annulla sul campo giocando di anticipo e tenendolo sempre spalle alla porta di fatto disinnescando il Serbo: MURO INVALICABILE;

Rugani, 6: di stima anche perché sostanzialmente ha giocato senza uomo da marcare ma si è fatto sempre trovare pronto nelle chiusure sulle diagonali ed in copertura a De Ligt pronto al raddoppio di marcatura su Vlahovic: ATTENTO;

Chiesa, 6.5: primo tempo sottotono del grande ex della partita poi nel secondo tempo mette in evidenza le sue grandi doti fisiche e tecniche mettendosi spesso in proprio con poca fortuna ma sempre decisivo ed al servizio della squadra quando si tratta di lottare: EFFERVESCENTE;

McKennie, 7: altra prova maiuscola dell’American boy fatta di corsa e sostanza senza disdegnare delle sue proverbiali incursioni in aerea di rigore avversaria: ONNIPRESENTE;

Locatelli, 6.5: forse Allegri in coppia con Winston ha trovato la giusta posizione in campo per l’ex Sassuolo, stasera molto preciso sia nelle chiusure che nelle rifiniture ha svolto un lavoro sottotraccia e di sostanza dando alla mediana i giusti tempi: EQUILIBRISTA;

Rabiot, 5: non ho capito perché il mister si ostina a farlo giocare fuori ruolo; il francese può avere anche gamba ma non è adatto a quel ruolo dove necessariamente devi creare superiorità in avanti con uno contro uno e strappi che non sono nelle sue corde: INSIPIDO (come una BAGUETTE SENZA SALE);

dal 79’ Cuadrado, 8: quando entra a gara in corso, dopo il 70’ e con i ritmi bassi del finale diventa imprendibile e molto spesso cambia le sorti di un match: DECISIVO;

Morata, 5.5: ennesima gara sottotono in zona gol per l’iberico dove però non manca di impegno e voglia di fare, o di strafare..?? fatto sta che il reparto offensivo non può reggersi solo sulle sue giocate…ahaaaaa se si giocasse senza fuorigioco..: ABULICO;

dall’ 88’ Kaio Jorge, 6: alla fine gioca quasi dieci minuti e la sua presenza si nota, sempre pronto a giocare per la squadra di fioretto e di sciabola: SVEGLIO;

Dybala, 6: non brilla la Joya stasera, ma sempre e comunque nel vivo e nel cuore della manovra bianconera a fare da collante tra i reparti alternando giocate da applausi a momenti di assenza dalla partita: DISCONTINUO.

dal 92’ Bentancur, S.V.

Allegri, 6.5: per la difesa deve fare di necessità virtù per le improvvise assenze di Tek, Leo e Chiello ma non si spiega perché insistere ancora con Rabiot esterno alto a sinistra di centrocampo; bravo comunque a leggere la partita ed a effettuare i giusti cambi nel momento topico della partita: TESTARDO.

 

I TRE MIGLIORI IN CAMPO PER IL SONDAGGIO:

DE LIGT – MCKENNIE – CUADRADO