Roma e poi Inter verdetti o crocevia importanti per il processo di crescita della Juventus.

Si ripartirà dai giallorossi di Mou. Il percorso o per meglio dire le risposte tanto attese , si avranno delle indicazioni dei risultati, piu’ esattamente sulla reale rinascita della squadra di Massimiliano Allegri. Certo è che non ci si deve guardare dei soli partenopei che fino ad ora stanno dominando il campionato, ma per prima cosa c’è una Lazio da staccare. Inter che incontreremo successivamente e Milan e Atalanta come avversarie agguerrite e mai dome. La speranza pero’ è quella che la dea bendata debba tendere una mano e giungere in soccorso dei bianconeri su qualche cedimento o passo falso degli azzurri di Spalletti. La cosa di per se appare non complessa ma lo potrebbe diventare nel caso in cui la Juve non si aggiudicasse i primi scontri diretti; Roma e Inter appunto. Una rincorsa col tempo e la scalata alla vetta piu’ alta dipende, per ovvia deduzione, non solo dai bianconeri come già detto. Il vantaggio delle avversarie non concede tuttavia distrazioni alcune. Tutte sanno che la Juve non muore mai. Allegri che già in precedenza diede dimostrazione di poter compiere rimonte epiche, questa volta potrebbe non ripetersi. La squadra non è piu’ quella del 2015. I vari Pogba, Vidal, Marchisio e Pirlo, gente questa di altra categoria, ma a volte non sempre la qualità è garanzia di successo. La volontà e il dna di crederci fino alla fine potrebbe fare il resto.

Massimiliano Allegri grande tecnico di riconosciuta esperienza è consapevole del fattore qualitativo dei suoi, specie a centrocampo. Le alternative esistono seppur però lavorate a livello mentale con una forte iniezione di autostima. Le sue dichiarazioni (riferite in conferenza stampa) di un novembre pronto a rivedere la sua squadra a lottare per la posizione di testa fa ben sperare. Il tecnico livornese conosce gli equilibri di questo campionato con i suoi pregi e difetti. La metamorfosi di questa squadra passera’ dalle mani di Allegri dunque. Vincere è l’unica cosa che conta e ripartire da questo presupposto è d’obbligo. Il resto è affidato al destino delle altre.