(Gian Luca FEO)
Dopo la conclusione della sessione estiva di calciomercato 2021/2022 è tempo di analisi, considerazioni e confronto per meglio capire il valore umano e tecnico della rosa messa a disposizione dalla società a Mister Allegri, il quale dovrà attingere, plasmare e far diventare squadra, il gruppo a disposizione per renderlo ambizioso ed andare a caccia delle competizioni a cui la F.C. Juventus partecipa, perché piaccia o non piaccia, la nostra squadra parte ogni anno con l’obiettivo di conquistare tutti i trofei in palio.
Fatta questa doverosa premessa, analizzerò la rosa reparto per reparto sottolineando gli aspetti tecnici e tattici di insieme senza soffermandomi più di tanto sul singolo calciatore.
Questa sera partiamo dalla difesa che nella nostra Serie A ma in generale nel calcio ed a tutti i livelli, rappresenta un reparto cardine su cui costruire una squadra e le vittorie, perché checché se ne dica, i trofei li porta a casa chi subisce meno gol e chi riesce ad avere una certa continuità di risultati nell’arco del campionato (ovviamente discorso a parte andrebbe fatto per le competizioni europee).
La nostra rosa vanta di ben 11 elementi (4 difensori centrali, 2 esterni bassi sulla catena di destra, 2 esterni bassi sulla catena di sinistra e 3 portieri) con alcuni di loro che grazie alla spiccata duttilità tattica possono tranquillamente giocare sia a destra che sul fronte opposto.
La società nel corso degli anni ha investito molto su questo reparto cercando di cogliere le opportunità che il mercato offriva ed allo stesso tempo portando avanti quella politica di ringiovanimento e di ricambio generazionale necessario visto il trascorrere inesorabile del tempo; dieci anni fa avevamo la c.d. “B.B.C.” ed un certo Buffon tra i pali i quali erano garanzia di impermeabilità e soprattutto di personalità nonché di rappresentanza forte all’interno dello spogliatoio.
Altresì sono state fatte delle scelte più o meno opinabili in quanto sono stati acquistati giovani di indubbio valore tecnico che però alla prova dei fatti evidentemente non si sono rivelati all’altezza della situazione, e vuoi per scelte condivise con lo staff tecnico o per esigenze di bilancio sono stati sacrificati (vedi i Romero, i Demiral, i Dragusin su tutti).
Detto questo oggi ci ritroviamo con un reparto tutto sommato affidabile a partire dai portieri con Szczesny, Perin e Pinsoglio, seppur con le loro inevitabili e del tutto normali amnesie annesse, da coppie di “terzini” duttili tatticamente (Danilo-De Sciglio e Alex Sandro e Luca Pellegrini) su entrambe le fasce, da un trio di centrali (Bonucci, il Ministro della Difesa Chiellini e De Ligt) che tutto il mondo ci invidia ed un valido sostituto, anche se poco utilizzato come Rugani.
Le qualità del singolo e le relative caratteristiche di ognuno fanno sì che anche alternando gli uomini ed il modulo di gioco (possono tranquillamente ed efficacemente giocare sia “a 3” che a “4”) il reparto mantiene una sua identità e soprattutto un certo equilibrio nello schieramento tattico iniziale adottato dall’allenatore, che grazie alla disponibilità ed all’applicazione dei ragazzi, può rendere versatile il modo di difendere, contestualizzarlo e perché no, variarlo ed adattarlo anche in funzione dell’avversario, nel corso del match.
Fondamentalmente ciò che conta per fare una buona fase difensiva di reparto, aldilà del singolo elemento che lo compongono, è: il rimanere compatti senza “schiacciarsi” troppo nella propria area di rigore; il sincronismo nei movimenti che si ottiene ed ottimizza negli allenamenti e che si applica in partita durante l’azione di gioco; la capacità immediata di lettura da parte dei difendenti dell’azione offensiva che si sta subendo.
Nella sostanza difendere bene (per intenderci, come nell’ultima partita di champions con il Chelsea) non dipende solo dai difensori, da come si applicano durante la partita o dal loro rendimento, ma molto dipende anche dai movimenti degli attaccanti volti a contenere almeno nella fase iniziale le sortite offensive degli avversari e soprattutto dalla pressione che il centrocampo alleggerisce sul reparto…..
……già, il centrocampo…il punto nevralgico del campo, quasi sempre determinante per l’esito di un incontro di calcio, e di quello Juventino ne saranno snocciolati gli elementi e le caratteristiche nell’articolo di domani.



