Allegri

In questo momento di pausa calcistica (campionato) mi vengono in mente due cose.

Rinnovo Dybala.
Paulo è importante per la Juve ma la storia bianconera recita che nessuno e mai stato indispensabile.

La distanza tra le parti è di un solo milione: bonus a raggiungimento di obiettivi.
Credo che un passo indietro possano farlo sia la Juve che il procuratore, perché poi si tratta di quello. Se solo Paulo volesse potrebbe anche cedere, mollare e adeguarsi all’offerta. Se lui ama la Juve (come dice da tempo). Io non credo più ai bacia maglia. Io voglio bene a Paulo ma lo pregherei di chiudere. La Juve ti aspetta per tante avventure insieme.

Allegri è tornato, che piaccia o no è tornato.

Rispetto al primo Allegri questo attuale è più maturo, a tratti duro sul profilo decisionale. Insomma meno malleabile. Alla base però rimangono in vita le sue idee e concetti di calcio, non condivisi da molti per somiglianze a concetti trapattoniani, troppo difensivistici e privi di spettacolo.Si danneranno dunque i tantissimi detrattori, chi Allegri lo considera obsoleto in un calcio “moderno” (da capire cosa voglia dire poi moderno). Il tecnico risponde al solito modo: il circo è altra roba. Per quanto si possa non condividere tali concetti bisogna guardare l’aspetto pratico, quello che toglie godimento e spettacolarità a quello ben più importante della praticità di un risultato. Massimiliano Allegri sta rivoluzionando molti elementi che sembravano persi, irrecuperabili, non idonei almeno a questa maglia. Allegri trasforma e potenzia tirando fuori il meglio di ogni cosa.

Bentancur sta variando e migliorando la sua caratteristica di possente centrocampista aggiungendo al suo repertorio il fraseggio più presente. Controllare le reazioni in campo, soggetto spesso a contese e parole di troppo.

Rabiot spesso spaesato adesso lascia intravedere di poter dare un supporto ben più attendibile rispetto a quanto visto fino ad ora.

Bernardeschi appare un altro giocatore. La sua costante spinta e pressione arrecata alle difese è preziosa. Seppur a piccoli tratti per ora lascia un segno di volta in volta ma fa intravedere cose assai buone.

Chiesa è diverso da quello fiorentino, riesce a cambiare la sua posizione in campo con altre alla bisogna offrendo sempre la sua incisività in ogni zona diversa e mai certa. Il compito di Allegri con Federico è tuttavia più semplice trovandosi tra le mani il giocatore più forte del campionato e non solo.

La crescita di De Light con compiti di impostazione e ripartenza dell’azione.

La tranquillità in Bonucci garantisce più ragionamento e meno incertezza. La battuta del tecnico sulla fascia di capitano avrebbe suscitato nel giocatore altre reazioni fino a qualche anno fa.

Chiellini diventerà un ottimo dirigente (parole del tecnico in conferenza stampa a mia domanda) e attualmente Allegri lo ha responsabilizzato in fase decisionale: la difesa la gestisce Giorgio quando è in campo. In buona sostanza un occhio fidato per il mister.

Cuadrado copre difesa e fascia meglio di prima ma la sua presenza viene somministrata per spaccare la gara alla bisogna.

Alex Sandro versione prima stagione appare tornato quello che impedisce qualsiasi iniziativa privata all’avversario di turno. Bello vedere il brasiliano in questo stato.

Kulusevski adesso sbaglia meno e concretizza di più (traversa contro il toro) ma non solo. Il mister parlò di lui e disse che avrebbe dovuto curare l’aspetto “finalizzazione” con più decisone cercando di evitare i fronzoli e i giochetti inutili.

Più fraseggio per Locatelli ma provare con tiri da fuori, le caratteristiche ci sono e dunque vanno sfruttate (vedi goal col toro).

Danilo ha corretto la fase di impostazione dalla sua parte di campo dove spesso peccava nel gioco di prima. Velocizzare il passaggio e avanzare l’azione.

Dybala ha recepito i dettami che già conosceva. Azioni rapide e più triangolazioni per penetrare nelle difese avversarie. Le caratteristiche del sudamericano vanno usate come arma deleteria.

Morata si è ritrovato a fare quello che sa fare ma con l’aggiunta di liberarsi prima del pallone sapendo di trovarsi sempre col raddoppio asfissiante di marcatura. Dunque evitare di ritrovarsi imbottigliato tra due o più difensori sul collo.

Ottimo lavoro nonché “capolavoro” di fiducia per Szczęsny. Il portiere, dopo le disavventure iniziali, ha ritrovato la serenità offrendo a se stesso e al reparto difensivo più sicurezza e certezze.

McKennie sotto esame e dunque rivedibile per il mister. L’americano è forte ma spesso discontinuo.

Ramsey delicato fisicamente per quanto raffinato nel gioco. La sua permanenza è cosa non sicura se non altro per la tenuta fisica. Questo è l’unico elemento, le qualità non sono in discussione.

Kean. Acerbo ma con caratteristiche da buona seconda punta. Impalpabile in queste prime uscite. Ancora del tempo per valutare il tutto.

Allegri crede in Arthur e il brasiliano lo ha capito. Forte centrocampista centrale ma con un difetto congenito. La palla è gestita in orizzontale. Sempre . Correzione di questo limite dunque e testa più alta a cercare l’appoggio. Tuttavia ottima padronanza di palleggio e difficile da marcare una volta che conquista la sfera. Sarà per Allegri l’acquisto in più.

Il giovane brasiliano Kaio Jorge esordio positivo nel derby sarà il jolly vincente. Le qualità ci sono.

Buon lavoro Max.