Allegri

(Andrea Lybra)

JUVE: CONFUSA E INFELICE!

Contro il Milan si sono viste due squadre e due partite diverse e alla fine ha prevalso la paura di vincere che va a sancire ufficialmente l’esistenza di una crisi d’identità’ che vede pochissimi precedenti. Decisamente il tunnel nel quale ormai da inizio stagione si è imbattuta la squadra bianconera, è uno dei più brutti e pericolosi di sempre, tanto buio e tortuoso da destabilizzare le tante certezze che da queste parti hanno nei mesi e negli anni addietro portato successi e risultati a catena. Di certo non si può dire che la formazione juventina sia scarsa, ma il rendimento fatto di consapevolezza nei propri mezzi e nella propria forza è al momento da squadra che punta a non retrocedere. 3 miserabili punti in 4 partite di campionato, 7 punti già dilaniati, è l’amaro bottino di un’equipe che seppur orfana del suo uomo più rappresentativo quale Cr7 e con una campagna di rafforzamento praticamente inesistente, mirava diritto ad un rilancio della propria candidatura alle prime posizioni su scala europea e mondiale e non di certo a incanalare figuracce in sequenza eccezion fatta in Champions con il modestissimo Malmoe). Questione di testa e di atteggiamento, magari da poter sbloccare semplicemente con il primo risultato da 3 punti in campionato, ma resta il fatto che la squadra è inequivocabilmente in balia di se stessa e con il suo “timoniere” in evidente stato confusionale. Si! Il ” Conte” Max quando a fine scorsa stagione fu contattato dal Presidente Andrea Agnelli e dalla dirigenza tutta, era sicuramente consapevole del fatto che probabilmente il ciclo magico durato quasi un decennio e che lo ha visto protagonista di uno storico quinquennio sarebbe stato difficilmente ripetibile e che evidentemente già da un paio di anni qualche problema di cedimento la corazzata bianconera lo sta pur mostrando, ma non credo che potesse aspettarsi tutto quanto gli sta capitando da inizio stagione. La gara di ieri sera con il Milan, fa emergere “senza veli” alcuni degli elementi più preoccupanti in assoluto, ovvero la capacità innaturale di spegnersi improvvisamente a livello mentale pur coscienti di quanto sarebbe importante e oserei dire decisivo mantenere grinta e concentrazione fino ad oltre il 90°. Un primo tempo giocato ad un livello ottimo e con una ritrovata serenità e solidità difensiva unita ad un vigore del comporto offensivo, (vedi un Paulo Dybala e un Alvaro Morata in netta giornata di grazia), che hanno dato a tutti l’impressione e l’illusione che la vera Juve implacabile e famelica dello stadium finalmente fosse ritornata. Ed invece improvvisamente e senza alcun motivo, ( il Milan praticamente non aveva mai tirato in porta), inizia ad ammassarsi nelle retrovie impaurita non si sa bene da chi sa cosa, permettendo all’avversario di crederci fino alla fine quando invece sarebbe stato fondamentale infliggergli la “mazzata” definitiva. È dunque lampante che il problema psicologico di cui la squadra sta dimostrando di soffrire, ormai possa definirsi una vera e propria patologia che Allegri e la Dirigenza tutta hanno da curare velocemente e anche a costo di effettuare scelte drastiche e dolorose. C’è in ballo tutta una stagione nonché le sorti di una società gloriosa e vincente per natura che anche a livello finanziario non può permettersi ulteriori perdite di terreno. Nella conferenza stampa post gara, Allegri è apparso disorientato e insolitamente nervoso, un nervosismo figlio più che di un risultato negativo, di una acquisita consapevolezza che il tempo dei “provini” e della fiducia in alcuni caposaldi ed inamovibili della sua squadra, sia davvero finito, <> ha ribadito con veemenza il tecnico livornese, ma in quella frase, tutti i presenti alla conferenza, hanno facilmente potuto dedurre un messaggio subliminale rivolto ai suoi ragazzi, il tempo di proteggervi e tutelare il vostro “sedere” è finito, ora mi obbligate ad agire di conseguenza… Detto tra noi, Max anche ieri sera qualche grave errore lo ha commesso, vedi l’uscita anticipata ed immotivata di Paulo Dybala ispirato e reattivo come nei tempi migliori, per far spazio ad un Kulusevski che in questa Juve continua ad esserne un corpo estraneo e con un ruolo non ben definito, tardare poi l’ingresso di Federico Chiesa, non capire ed accettare che Szczęsny sta evidentemente attraversando un periodo di confusione e disagio personale e che probabilmente sarebbe meglio farlo riposare per un breve periodo e dare il giusto spazio ad un Perin scalpitante. Questi sono solo alcuni dei quesiti urgenti che il manager/allenatore Allegri dovrà affrontare con decisione e senza guardare in faccia a nessuno per non costringere la Dirigenza a dover prendere una decisione drastica, (al momento impensabile), anche nei suoi confronti, ovvero l’esonero. Ho dunque valide ragioni per credere che nelle prossime 3/4 partire il Max nazionale potrebbe rischiare seriamente il posto. Spezia, Sampdoria e Chelsea per dare un senso a tutta la stagione, altrimenti sarà la debacle. Sulla Mole il cielo è terribilmente grigio