Nei processi di crescita e di amalgama ci sono episodi, partite convincenti e partite eccezionali. Le due realtà che visibilmente si contraddistinguono: una competizione estera dove spazi e velocità a volte favoriscono e dove, in una competizione ossessivamente legata a marcature asfissianti come quella del campionato, ti fanno dannare e dunque non esprimerti al tuo meglio.

Le gare sono, come abbiamo detto, legate ognuna di esse a diverse tipologie. Non possono essere tutte eguali. Anche le squadre che mettono insieme una serie di vittorie trovano un legame tra chimica di spogliatoio, allenatore e situazioni favorevoli. Ovviamente tutto ciò implica anche l’avversaruio perché esso esiste per giocarci contro altrimenti si disputerebbe una gara individuale. Se la trovi in giornata no e il successivo avversario in giornata sì il volano d’inerzia della squadra che vince poi può battere chiunque. Insomma, una chimica vera e propria, qualcosa di inspiegabile.

Pirlo è arrivato da poco, i suoi dettami complessi per quanto belli da vedere necessitano di tempo e di dedizione. Vorrei ricordare a tutti i fuoriclasse della tastiera, ai soliti sfigati e sapienti che si vantano di essere juventini che il signor Pirlo ancora non ha perso una sola gara di campionato e ha abdicato al solo Barcellona più per propria non partecipazione in campo che per meriti dei blaugrana.
Pirlo non può essere “OUT” un giorno e quello dopo “IN”. Le partite, ognuna di esse, sono diverse e non tutte possono essere uguali l’un l’altra.
Direi che anche gli inserimenti di ogni singolo giocatore implichi schemi e intuito dell’allenatore nel saper trovare stimoli ma principalmente ruolo. Sarebbe più opportuno attendere. L’Atalanta non è squadretta. Questi corrono come dannati e ormai sono una realtà nazionale nonché europea. Ajax e Liverpool docet. Per ora è tutto. Il campionato? Lo vincerà la Juve ma con la sola Inter sarà battaglia fino al termine. Un saluto ai pupi.