(Paolo Rachetto)

Lo stadio chiuso ai tifosi, la mancata qualificazione agli ottavi di Champions League nella passata stagione, gli sponsor che rischiano un’involuzione. Nella realtà, la Juventus ha chiuso il bilancio 2020 con una perdita di 89,7 milioni, di cui circa 8 milioni di imposte pagate e un risultato operato in negativo di 67 milioni prima degli oneri finanziari. L’anno precedente erano 40 i milioni di rosso. Nel futuro il rosso potrebbe arrivare nel peggiore delle ipotesi a – 135 mln.


Approfittando della pausa per le Nazionali, viene spontaneo scrivere, sulla situazione attuale e nel futuro del bilancio della Juventus FC.


Ovviamente bisognerà fare i conti con l’emergenza Coronavirus. E il futuro non sembra essere roseo e si dovrà vivere giorno dopo giorno. Quello che è evidente, e che sarà una stagione di flessione per i ricavi commerciali strutturati e che, al netto delle plusvalenze, dove praticamente tutti i club saranno in decisa flessione. Nel prossimo futuro potrebbe essere un anno bianco per il Fair Play Finanziario, ma questo verrà deciso più avanti dalle sedi competenti.

Lo stadio chiuso ai tifosi, i lockdown, la mancata qualificazione agli ottavi di Champions League nella passata stagione, gli sponsor che rischiano un’involuzione nel momento migliore. Nella realtà, la Juventus ha chiuso il bilancio 2020 con una perdita di 89,7 milioni, di cui circa 8 milioni di imposte pagate e un risultato operato in negativo di 67 milioni prima degli oneri finanziari. L’anno precedente erano 40 i milioni di rosso.


Questa l’analisi dei vari aspetti finanziari:


Diritti Televisivi 2019-2020

Il fatturato strutturato della Juventus è di circa 400 milioni circa, al netto delle plusvalenze che vengono inserite ogni anno. Da segnalare un -40 milioni nei diritti, da 206 milioni del 2018-19 a solamente 166, probabilmente per uno slittamento delle partite ad agosto. Il lockdown, ha influito per altri 21 milioni di euro. In questo periodo le tv hanno influito per meno del 50% della produzione. Una buona notizia, anche se in un’epoca di stadi chiusi rischia di essere un boomerang. Sicuramente nel lungo periodo, è inevitabile, ci possano essere delle ripercussioni.


Costi attivi e passivi

Da un lato diminuisce di molto il personale tesserato, soprattutto per gli stipendi spalmati nei vari esercizi dopo i problemi dovuti alla Pandemia. Così il personale tesserato vede un -42% (da capire se è possibile recuperarlo nell’anno successivo) che è di fatto la differenza vera da un anno all’altro. I costi sono scesi a 414 milioni di euro rispetto ai 458 del 2019. Poi ci sono gli ammortamenti dei calciatori: anche se la Juve nella stagione 2020-2021 ha già allentato la morsa svecchiando la squadra e tagliando dei costi esorbitanti (Higuain, Matuidi, etc). Dunque, investimenti e le iper valutazioni portano l’ammortamento da 149 milioni a 193.


Valore della Prima Squadra

Il valore del team alla fine della passata stagione valeva 713.530 milioni. La Juventus ha messo in carico al bilancio una cifra da capogiro. Il più costoso è Cristiano Ronaldo, da 115,8 milioni, seguito da Matthijs De Ligt con 85,7 e Arthur Melo 71,6. Nel bilancio c’è ancora Gonzalo Higuain (ceduto ad agosto in MLS) ma che ha poi rescisso e quindi non era in carico. Douglas Costa 44,6, Paulo Dybala per 41,4 infine Federico Bernardeschi 39,4 e Danilo 37,4. La svalutazione al 30 giugno 2020, è di 361,7 milioni. È evidente che gli ammortamenti vadano a intaccare un bilancio in difficoltà.


Abbonamenti

Nelle valutazioni complessive, questo è un grossissimo problema per la Juve, molto più di quanto può accadere alle grandi squadre d’Europa. Se nel 2018-2019 erano estratti 70,6 milioni dal botteghino (abbonamenti inclusi) questi soldi sono praticamente andati in fumo. Cristiano Ronaldo più Dybala sono costi vivi che prima i club non avevano. La passata stagione, la flessione è stata marcata, passando a 49,2 milioni, con una perdita a bilancio di 21,4 milioni. La realtà futura, è che la Juve con la probabile cessione di Paulo Dybala (non è detto che avvenga) o di un’altro big, ritornerà ai livelli del 2018, sempre ammettendo e non concedendo che le plusvalenze siano le stesse. Da questo si definiranno le future entrate.


L’aumento di capitale

Ovviamente per far fronte alle spese, la Juventus il 26 novembre del 2019 (la pandemia non era ancora attiva) aveva deliberato un aumento di capitale di quasi 300 milioni di euro, a fronte dell’emissione di 322.485.328 azioni ordine con valore nominale espresso alla cifra di 0,93 euro ciascuna. Nel periodo, sono state allocate il 97% delle azioni, il restante è stato venduto in borsa. In base a questo il nuovo capitale sociale è di 11.406.986,56. Resta chiaro al netto delle vicende relativo all’emergenza sanitaria attualmente in corso, la stagione 2020-2021, vedrà una previsione negativa intorno ai 135 milioni. Ad abbassare questa soglia potranno essere i diritti TV, la Champions League (andare più avanti che si può nel torneo – vittoria finale pagata 108 milioni circa) e le eventuali plusvalenze nel mercato.

Ph. Giuliano Marchisciano / One + Nine Images