di Simone Dell’Uomo

Tracce di vero Milan. Un gran bel Milan, armonioso, equilibrato, da squadra vera. Già perchè solo se sei squadra vera puoi andare a vincere su questi campi qui. Il Milan vince a Bologna, trova altri tre punti fondamentali che significano continuità e soprattutto, scalare la classifica. E chissà che la svolta della stagione possa essere passata proprio dalle terre emiliane. Bologna battuto 3-2: squadra giovane, forse troppo, inesperta, nonostante il ritorno del grande Sinisa. Sblocca Piatek, tornato ai suoi livelli, raddoppia ancora Theo Hernandez, chiude il ritrovatissimo Bonaventura.

MONTELLA A PICCO 2-1 e resurrezione Toro, affonda la Viola. Per i granata le reti portano le firme di Simone Zaza e Cristian Ansaldi, l’acuto di Caceres vale solo per le statistiche. Si mette male per Montella, che adesso rischia il posto eccome: la classifica viola resta desolante. Escluse le tre vittorie consecutive d’ottobre, questa squadra è ripiombata nella mediocrità attraverso un risultato negativo dopo l’altro che ormai no, non fa più notizia.

CUORE CAGLIARI Un 2-2 esterno, un altro. Ma un’altra rimonta, soprattutto. Stavolta il punto strappato dal Cagliari a Sassuolo ha tutto un altro sapore rispetto a quello di Lecce: neroverdi in giornata di grazia trascinati da Berardi e Juricic, poi il solito Joao Pedro riapre tutto e nel finale la firma che non t’aspetti, Ragatzu, sintomo di quanto Maran dopo Cerri sia bravo a pescare dalla rosa, segno tangibile di un armonia di gruppo straordinaria e di una compattezza che in Sardegna non si vedeva ormai da diversi anni. Fatto sta che il Cagliari resta lì, vicinissimo a Roma e Atalanta, in piena corsa tremendamente europea.

COLPO BRESCIA Clamoroso a Ferrara dove quest’anno, proprio no, in casa Spal le cose non girano. Perso uno scontro diretto chiave al Mazza, quello col Brescia: finisce 1-0 per le rondinelle, segna decisivo Mario Balotelli. Ed è questa la grande notizia: funziona l’effetto Corini, Cellino ha restituito a Cesare quel che è di Cesare, tre punti fondamentali per riavviare il cammino interrotto un mese fa. E Mario, lasciato Grosso e tornato al centro del progetto, torna a fare la differenza, probabilmente nella partita più importante e determinante dell’annata bresciana. Da registrare nel finale il rigore, l’ennesimo, fallito da Andrea Petagna, ormai ombra di se stesso. E adesso, in casa Spal, rischia mister Semplici, al quale non è stata allestita una squadra all’altezza delle passate splendide stagioni.