di Simone Dell’Uomo

Weekend splendido per le italiane in Champions. Abbiamo raccontato di una rimonta fondamentale, quella bianconera, quella della Juve, che ha ritrovato un protagonista chiave, Paulo Dybala. Ma l’infrasettimanale condita dalle dolci e storiche note della Uefa Champions League ha narrato anche le gesta dell’Inter e del Napoli, entrambe vittoriose, successi di fondamentale importanza, soprattutto quello dei nerazzurri. Meno bene è andata alle romane in Europa League: rimpianti, veleni e tanto tanto rammarico, soprattutto in casa giallorossa. 

ROMANE BEFFATE Partiamo dall’Europa League, l’ultima al centro dei riflettori, in un piovoso giovedì che ha contraddistinto il centro italia. Roma in campo col Gladbach, vecchia nobile decaduta, oggi sorprendentemente tornata agli antichi fasti, prima in Bundesliga. Nonostante le assenze Fonseca trova il modo di disputare un’ottima gara per allungare in testa nel girone: la Roma va avanti col solito Zaniolo, divora in un paio di occasioni il raddoppio e ad una manciata di secondi dalla fine il direttore di gara si inventa un rigore per gli ospiti, che trasforma Lars Stindl. Roma che mastica amaro: resta in testa al gruppo J, ma dovra giocarsi tutto nelle prossime gare, due su tre in trasferta. Girone compatto e rischi dietro l’angolo.

L’Europa League è una competizione spesso e volentieri sottovalutata dalle squadre italiane. Colpevolmente, perchè in Spagna e Portogallo esistono club gloriosi proprio perchè hanno scritto pagine radiose proprio in questa competizione. Chissà che quest’anno possa tornare a rappresentare una prima scelta per le romane, anche perchè con questa Atalanta la lotta al quarto posto si fa sempre più difficile, e chissà, per arrivare in Champions si può passare proprio da qui.

Mastica però amaro la Lazio. Emozioni al Celtic Park. Una partita da Champions, probabilmente la più bella dell’ultimo turno di Europa League, una gara tutt’altro che da da fase a gironi di EL. Cornice di pubblico meravigliosa al Celtic Park, e alla fine ha la meglio proprio l’ambiente, 2-1 per gli scozzesi. Buon primo tempo dei padroni di casa, tanta spinta, ma poco precisi. Alla reagisce la Lazio, che su suggerimento di Correa fa la voce grossa e va avanti con Lazzari. Nella ripresa i biancocelesti sfiorano il raddoppio e non si fa attendere la reazione dei padroni di casa: pareggia Christie, raddoppia Jullien in zona cesarini, proprio quando la Lazio aveva sfiorato il controsorpasso. Nel finale miracolo di Forster su Cataldi. Una sconfitta che fa male alla classifica della Lazio ma che fa bene, anzi benissimo, al morale. Lazio a testa, altissima. In una delle partite più attese del giovedi’.

SUSSULTO INTER, SUSSULTO NAPOLI In Champions vittoria fondamentale per l’Inter di Conte. I nerazzurri vincono 2-0 al Meazza con il Borussia Dortmund, rilanciandosi pienamente nella corsa qualificazione. A determinare è il ruggito del Toro Martinez, in forma smagliante: cinque gol nelle ultime quattro partite. L’argentino sbaglia il rigore del raddoppio, ma resta tra i migliori. Ci pensa Candreva a risolvere e chiudere la gara, 3 punti fondamentali, l’Inter spera. Tre punti chiave anche per il Napoli di Ancelotti, che mantiene la testa del girone dei campioni d’Europa, quello di un Liverpool corsaro a Genk. Il Napoli sbanca un campo tosto come quello di Salisburgo: 3-2, doppio Mertens, sempre più nella storia partenopea. Superato Maradona in classifica marcatori azzurri, adesso l’obiettivo diventa Hamsik.

ATALANTA: PRIMA IL SOGNO, POI IL CROLLO Sterminato il sogno dell’Atalanta, ma tanto tanto onore. Dea che sogna all’Etihad, conquista addirittura il vantaggio grazie al rigore di Malinovsky. Pareggia poi subito Aguero, poi l’errore di Masiello costa il raddoppio realizzato dal dischetto dal Kun stesso. Nella ripresa Gasperini inserisce Muriel, quantomeno necessario visto l’infortunio di Zapata. Ma la musica non cambia: differenza calcistica di troppi livelli in campo, Sterling dilaga, tripletta e pallone a casa. Netti i miglioramenti di questo ragazzo in zona gol, più concreto e meno fumantino, ma è tutta la manovra del City da sottolineare.  Punteggio che sarebbe potuto essere anche più severo, ma fortunatamente i batteristi offensivi di Guardiola graziano la Dea. Gasperini crolla nella ripresa con la sua difesa a 3, troppo facile da fare a fette per il team di Guardiola, tecnico che stasera ha schierato in campo quasi tutti centrocampisti, addirittura Fernandinho-Rodrigo a comporre la coppia centrali. L’Atalanta resta senza punti, ma continua a godersi un sogno, quello di giocare la Champions League e portare 5000 bergamaschi a Manchester: utopia anni fa, oggi realtà pura. Guardiola il cinico ringrazia l’inesperienza atalantina e prosegue a punteggio pieno, ipotecando gli ottavi di finale. Deve essere questo l’anno giusto per lanciare l’ultimo assalto alla Champions, dopo 3 anni e passa di progetto.