Il perentorio 3-0 con cui la Juventus ha annichilito il Barcellona nell’andata dei quarti di finale di Champions League non regala ai bianconeri l’aritmetica certezza del passaggio del turno, ma indubbiamente li invita a guardare con fiducia alla gara di ritorno, in programma fra sette giorni al Camp Nou.

In landa catalana Dybala e compagni dovranno lottare con il medesimo “spirto guerrier” che ruggiva ieri sera nei loro animi: un sano mix di cinismo, corsa e cattiveria agonistica che non solo ha consentito alla “Vecchia Signora” di infilzare per tre volte un incolpevole Ter Stegen, ma ha anche agevolato l’operato di Buffon, che ha mantenuto inviolata la propria porta, dato importantissimo in vista della trasferta spagnola.

Infatti, qualora gli zebrati dovessero realizzare un goal in terra iberica, ai blaugrana occorrerebbe trafiggere per cinque volte la retroguardia ospite per accedere alle semifinali della massima competizione europea per club.

Non è ancora fatta, dicevamo, però l’autostima è cresciuta ulteriormente e il merito, in parte, è anche di Gianluigi Buffon; il numero 1 della Nazionale italiana non è stato chiamato spesso in causa, ma è risultato determinante nei momenti decisivi.

La parata simbolo della sua serata perfetta è giunta a cavallo della doppietta di Dybala: i campioni d’Italia conducevano per 1-0, ma da qualche minuto il Barça aveva cominciato a ritrovare la fluidità di palleggio e la rapidità d’esecuzione nei passaggi, fino a quando un pallone illuminante di Messi coglie di sorpresa Dani Alves, il grande ex della sfida, che non si accorge del movimento eseguito alle sue spalle da Iniesta.

“L’Illusionista” si ritrova così a tu per tu con Buffon in piena area di rigore, calcia con l’interno destro provando a battezzare l’angolo più lontano, ma, quasi istintivamente, l’estremo difensore juventino “apre l’alettone sinistro” e devia in corner il pallone, che sibila a pochi centimetri dal secondo palo.

Un intervento da fenomeno, un riflesso felino, che lo stesso capitano bianconero ha commentato così ai microfoni di juventus.com: “Una parata importante per il momento in cui è arrivata e per la sua difficoltà. In quei casi è questione di millesimi di secondo, ma io devo fare queste cose per essere considerato ancora un portiere di spessore”.

Chissà come sarebbe finita se il Barcellona avesse da subito ripristinato la parità: di certo, Massimiliano Allegri benedice il suo portiere e gli augura lunga, lunghissima vita…