Gigi Buffon ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello sport:

” Stare alla Juve è per pochi, perché è usurante, però ti forgia.
Probabilmente da altre parti è anche più divertente, però meno vincente. Vincere ancora è estremamente complicato: io rischio di arrivare a 2500 giorni di fila in cui mi sveglio pensando “devo vincere”. A livello mentale è usurante.
Il sistema­ Juve mi ha stravolto la vita, cambiato il modo di concepire il lavoro e la strada da fare per raggiungere gli obiettivi. È un modo di pensare da Juve e ritrovarlo a Torino mi ha fatto solo bene. Questo club è diverso dagli altri perchè negli ultimi decenni in Italia e in Europa è sempre stato equilibrato e attento nelle spese, ma ha abbinato virtuosismo economico a risultato sportivo.
Sul futuro: “Il presidente con me è straordinario, da 5 anni mi ripete: “A un certo punto della stagione, vieni e mi dici se vuoi continuare o no”. E cosi farò anche stavolta. Juve o Nazionale, ci sarò sempre, in qualsiasi veste e con qualsiasi ruolo. Nessun calciatore vorrebbe smettere, ma no… Sono felicissimo perché sono arrivato a una tappa importante della mia vita e sono sereno. Affrontare uno snodo così cruciale con questa armonia interiore è ciò che conta di più ed è veramente bello”.
Donnarumma? Non vivo la sua situazione, ma una cosa è certa: se viene alla Juve non sbaglia mai.
Bonucci ? Ha valori sani e, messo in un certo contesto, è un punto di forza. Una risorsa incredibile. L’ambiente Juve era perfetto per lui: mi è dispiaciuto sia andato via perché sembrava la scelta di un uomo impulsivo e orgoglioso. Gliel’ho detto: lui mi ha risposto che non è stato impulsivo, ma ha fatto una scelta ponderata. Leo vive di sfide, aveva bisogno di riaccendere il fuoco con una scelta forte e impopolare. Lo rispetto, ma mi è dispiaciuto e credo dispiaccia molto ancora adesso anche a lui.
Concorrenza? Appena posso, cerco di far giocare gli altri perché mi fa piacere e perché ho sempre creduto nel gruppo. Non è stato facile, nel tempo uno sviluppa una certa sensibilità… A volte convivo con un senso di disagio.
Partita da rigiocare? Rigiocherei a Cardiff perché, se con la Svezia abbiamo dato l’80-90%, contro il Real nel secondo tempo è mancata la compattezza, che è sempre stata la nostra forza. Forse abbiamo pensato di poter fare gara pari a viso aperto. E non è così. Ci sono dei valori: una squadra esperta deve capire che, in un certo modo, possiamo vincere con chiunque. Quando il livello si alza, dobbiamo stare molto attenti.