
È finita. Niente da fare per la Juventus, i troppi errori in fase difensiva e la poca cinicità sotto porta, costringono i bianconeri a giocarsi la qualificazione ai calci di rigore. Dagli 11 metri Mosti si fa subito ipnotizzare dal portiere del Bruges, poi ci pensa Loria a bloccare il tiro di Nuyts e a mandare i suoi ad oltranza. I gol si susseguono fino a quando dal dischetto non si presenta Merio, il talentino classe ’99 alza troppo la traiettoria e vede il pallone andare a sbattere sulla traversa; il peso della qualificazione è tutto sulle spalle di Karkache, il giocatore del Bruges non ci pensa un attimo e con freddezza supera Loria, lanciando la festa della formazione belga e facendo calare il buio sui campioni in carica.
Nel mezzo ci sono stati due errori (per non dire “orrori“) in combinazione tra la linea difensiva bianconera e l’estremo difensore juventino, che portano al gol al 3′ e al 92′ il Bruges: si proprio al 92′ perché se il muro dei ragazzi di Grosso avesse retto 1 solo minuto in più, adesso staremo parlando di una partita diversa.
Due ovviamente, sono le marcature anche per la Juventus: la prima al 6′ della ripresa con Tanghe che devia in rete il tiro di Pereira (sarebbe finito fuori di tanto), e la seconda al 31′ con Vasko che sfrutta una smanacciata dell’estremo difensore del Bruges e porta avanti i suoi di ginocchio.
Delusione fortissima, rimpianti tanti, perché se la Juventus avesse avuto a disposizione tutta la squadra (tanti gli indisponibili per gli impegni delle rispettive nazionali) probabilmente la partita sarebbe finita in maniera diversa, e la festa sarebbe stata bianconera. Ma così non è andata, con i se e con i ma non si arriva da nessuna parte, e sicuramente non si arriva a vincere tutto quello che la nostra primavera ha vinto nella sua storia.
Quindi sguardo avanti e testa al campionato, passi falsi ce ne sono stati fin troppi.


