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DOUGLAS LUIZ SI CERCA IN PREMIER.
(di Massimiliano Fantasia)

Un anno fa circa, Douglas Luiz era una voce di mercato.Ma non una semplice voce, bensì uno di quei calciatori che scaldava subito gli animi e la fantasia dei tifosi, certamente con un giocatore del genere si pensava fosse più facile sognare un ritorno ai massimi livelli: uno dei centrocampisti migliori dell’ultima stagione di Premier League, con la maglia della Juventus. Si sarebbe imposto a Torino, avrebbe sicuramente preso il posto in regia di Locatelli, avrebbe alzato il livello di un centrocampo che, negli ultimi anni, è sempre finito sul banco degli imputati. Un anno dopo, compare un mezzo sorrisetto amaro a ripensare a quei giorni. L’esperienza del brasiliano alla Juventus è stata un fallimento totale e adesso rischia di veder scorrere i titoli di coda dopo appena una sola stagione dove il ragazzo ha collezionato soltanto 26 partite, per un totale di 832 minuti in campo, 0 goal e 0 assist. Oltre i numeri, però, vanno cercate anche delle spiegazioni. La prima è nel mancato incastro tra le esigenze di Thiago Motta e quelle di Douglas Luiz. Per l’allenatore,c è sempre stata una sola strada e quella  andava seguita, che poi si è tradotta in una gestione univoca delle forze che poco alla volta ha finito per lasciare indietro e rimanere ai margini del progetto giocatori come Douglas Luiz o Teun Koopmeiners che sono poi quelli che avrebbero dovuto trascinare questa squadra e permettergli di lottare con le prime della classe.Probabilmente qualche parola in più avrebbe aiutato il brasiliano ad avere un impatto meno rude con il calcio italiano. Da inizio stagione alla fine, è stata euna continua rincorsa ad ostacoli verso la miglior condizione fisica: diverse sono state  le cadute, mentre il nastro al traguardo è rimasto immacolato.
Le cose non sono andate meglio con la gestione di Igor Tudor che ha alternato parole al miele come “Giocatore di qualità, ho visto fargli fare  un tiro pazzesco, grazie ne tvisione di gioco pazzesca, vede tutto, ha un’accelerazione a 10-15 metri” -, ad una sentenza che sapeva già di bocciatura: “Magari a campo aperto potrebbe non essere il suo…”. E infatti, dall’arrivo dell’allenatore croato, Douglas Luiz ha giocato solo 37 minuti in 9 gare, un media di 4 minuti a partita circa. Anche in questo caso, questione di caratteristiche e richieste che non trovano il giusto incastro: Tudor chiede gamba, motore, accelerazione e giocate a tutto campo; Douglas Luiz offre ottima tecnica e visione, ma un ritmo compassato e poca propensione al tuttocampismo.
Anche in dirigenza, al di là dei cambiamenti, non sembrano esserci sponde per un rilancio del centrocampista. Con queste premesse, si apre la questione mercato. La carta in mano della Juventus è la reputazione di Douglas Luiz in Inghilterra. Negli occhi dei club oltremanica ci sono le prestazioni sfoggiate con la maglia dell’Aston Villa e la convinzione che possa tornare su quei livelli. Dopo il Mondiale per Club, la possibile uscita di Douglas diventerà uno dei temi scottanti del mercato in uscita bianconero.