YILDIZ SI È INCEPPATO
(di Massimiliano Fantasia)
(di Massimiliano Fantasia)
La Juventus non va oltre l’1-1 in casa della Fiorentina e incassa il suo terzo pareggio consecutivo, tra campionato e Champions League, sotto la guida di Luciano Spalletti. Una prestazione deludente da parte della formazione bianconera alla quale è mancata come l’aria la qualità e l’inventiva di uno spento Kenan Yildiz.
Il numero 10, schierato come da copione con una maglia da titolare nel 3-4-2-1 dal tecnico di Certaldo, ha inscenato una prova decisamente al di sotto delle aspettative e dei suoi standard. Spalletti, in occasione della conferenza stampa della vigilia, aveva parlato di Yildiz come di “una fucilata nella notte”. Definendolo come un giocatore capace di accendere la luce in qualsiasi momento della partita, di essere in grado, come fanno quelli che lui ama chiamare predestinati,di risolvere e spostare gli equilibri in un lampo, proprio quando meno te lo aspetti.
E invece, in terra Toscana, si è visto l’esatto contrario, con Kenan che ha inscenato una versione di sé a dir poco appannata. Eufemismo.
Inutile girarci intorno, ma la prova di Kenan Yildiz contro la Fiorentina non può collocarsi pienamente al di sotto della linea della sufficienza. Il 10 bianconero è apparso spento, a tratti isolato, e per nulla tonico, andando a confermare quei sentori di flessione che, dopo questa gara, sembrano ancora più evidenti.
La stella della Juve, senza usar troppi giri di parole, non si è accesa mai. Anzi. Il classe 2005 è stato arginato in lungo e in largo dalla difesa viola, Pongracic lo ha di fatto annullato tagliandogli qualsiasi tipo di rifornimenti. E l’ex Bayern da quella morsa non è mai riuscito divincolarsi.Bisogno di riposo? Il peso delle responsabilità?
Non un lampo, non un guizzo. Niente di niente. Yildiz ha mandato agli archivi quella che probabilmente si può inquadrare come una delle sue uscite più anonime da quando veste la maglia bianconera. Emblematico, infatti, è stato quanto accaduto nel finale.
Con la Juve chiamata a spingere sui pedali alla caccia del colpo da tre punti, Spalletti ha gettato nella mischia David e Openda, togliendo dal campo proprio Yildiz. La fotografia fedele di quanto complicata sia stata la serata del Franchi per il numero 10 in maglia zebrata. Anche Luciano Spalletti,che pure stravede per il gioiellino turco,ha analizzato la prova di Yildiz.
“L’abbiamo trovato poco, il fatto di girare palla da una parte all’altra deve servire per imbucare dentro e l’abbiamo fatto poco. Abbiamo spesso sbagliato il passaggio e bisogna alzare il livello. Yildiz lo dobbiamo trovare di più, andare a giocare di più sulla punta e verticalizzare un po’ di più”
Martedì sera a Bodo ci si aspetta una reazione.
Il numero 10, schierato come da copione con una maglia da titolare nel 3-4-2-1 dal tecnico di Certaldo, ha inscenato una prova decisamente al di sotto delle aspettative e dei suoi standard. Spalletti, in occasione della conferenza stampa della vigilia, aveva parlato di Yildiz come di “una fucilata nella notte”. Definendolo come un giocatore capace di accendere la luce in qualsiasi momento della partita, di essere in grado, come fanno quelli che lui ama chiamare predestinati,di risolvere e spostare gli equilibri in un lampo, proprio quando meno te lo aspetti.
E invece, in terra Toscana, si è visto l’esatto contrario, con Kenan che ha inscenato una versione di sé a dir poco appannata. Eufemismo.
Inutile girarci intorno, ma la prova di Kenan Yildiz contro la Fiorentina non può collocarsi pienamente al di sotto della linea della sufficienza. Il 10 bianconero è apparso spento, a tratti isolato, e per nulla tonico, andando a confermare quei sentori di flessione che, dopo questa gara, sembrano ancora più evidenti.
La stella della Juve, senza usar troppi giri di parole, non si è accesa mai. Anzi. Il classe 2005 è stato arginato in lungo e in largo dalla difesa viola, Pongracic lo ha di fatto annullato tagliandogli qualsiasi tipo di rifornimenti. E l’ex Bayern da quella morsa non è mai riuscito divincolarsi.Bisogno di riposo? Il peso delle responsabilità?
Non un lampo, non un guizzo. Niente di niente. Yildiz ha mandato agli archivi quella che probabilmente si può inquadrare come una delle sue uscite più anonime da quando veste la maglia bianconera. Emblematico, infatti, è stato quanto accaduto nel finale.
Con la Juve chiamata a spingere sui pedali alla caccia del colpo da tre punti, Spalletti ha gettato nella mischia David e Openda, togliendo dal campo proprio Yildiz. La fotografia fedele di quanto complicata sia stata la serata del Franchi per il numero 10 in maglia zebrata. Anche Luciano Spalletti,che pure stravede per il gioiellino turco,ha analizzato la prova di Yildiz.
“L’abbiamo trovato poco, il fatto di girare palla da una parte all’altra deve servire per imbucare dentro e l’abbiamo fatto poco. Abbiamo spesso sbagliato il passaggio e bisogna alzare il livello. Yildiz lo dobbiamo trovare di più, andare a giocare di più sulla punta e verticalizzare un po’ di più”
Martedì sera a Bodo ci si aspetta una reazione.



