JUVE? NO GRAZIE.
Un “no” perentorio di le roi Michel Platini. Cosi ha risposto e così ha fatto capire. Certo che avere Platini presidente della Juventus e’ come dire di ricevere un Nobel per la pace o per qualcos’altro. Insomma ,il massimo che si possa avere come presidente, proprio lui il francese di tanti sogni e di una generazione indimenticabile. La domanda dunque giunge spontanea, in questo “no” perentorio ma condito da educazione francese, se esiste realmente la voglia di rimettersi in gioco ma ancor più di tornare in una Juventus dove certi valori di un tempo non esistono più, e’ dunque wquesta la lettura della sua risposta. Per Michael, quando un capitolo si chiude non si può aprirne un altro intriso di ricordi, esso non avrebbe lo stesso effetto e allora si passa oltre ricordando ciò che è la storia giocata e che non potrà mai essere cancellare. A questo punto la domanda che tutti noi ci poniamo su quale sarà il futuro della Juventus a livello dirigenziale, e dall’aria che si respira, sarà sempre una situazione accomodante, una scelta di altra natura, fatta di situazioni di ripiego, ma difficilmente di alto prestigio. La dinastia Agnelli e Boniperti. un ritorno all’antico poi con gli anni passati insieme ad Andrea Agnelli, perché essere presidente di una squadra vuol dire sentirsi la Juve appiccicata sulla pelle.. Anche Del Piero ad esempio potrebbe essere una possibilita’ ma il carisma a livello politico lui non ce l’ha. In questo calcio così prepotentemente intriso di guerriglia politica bisogna essere tagliati per poter fronteggiare gli attacchi avversari e non solo in campo.
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