CHIUDE UFFICIALMENTE L’ ERA DEL GOVERNO TECNICO,IL CALCIO TORNA AL CENTRO DEL PROGETTO È QUELLO CHE È STATO DECISO NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI OGGI.
(di Massimiliano Fantasia)

Con l’Assemblea degli azionisti di oggi, venerdì 7 novembre, si chiude ufficialmente l’era del cosiddetto governo tecnico per il club bianconero, che ora potrà finalmente tornare a dedicarsi solo al calcio.
Le parole di John Elkann a Reuters fissano la rotta: “Restiamo pienamente impegnati con la Juventus. Sosteniamo il nuovo consiglio di amministrazione e il nuovo management team, la nostra priorità è coniugare risultati sportivi solidi con disciplina finanziaria”. Tradotto: l’azionista di riferimento non arretra, anzi rilancia con un progetto che rimette il calcio al centro, dopo una fase di straordinaria complessità.
Con i saluti di Maurizio Scanavino si chiude per l appunto ufficialmente l’era del cosiddetto governo tecnico, il periodo più delicato dal 2006, contrassegnato da nodi gestionali e da inevitabili ricadute sul campo. Scanavino lascia dopo tre anni con toni misurati: “Sono molto orgoglioso di aver dato il mio contributo nel percorso di sostenibilità e competitività. Abbiamo messo le basi per un futuro di successi, grazie e ci vediamo allo stadio”. Per lui, con ogni probabilità, un nuovo incarico nell’orbita Exor.
La nuova fase ha un volto chiaro: Damien Comolli, prossimo a diventare CEO e capo azienda. Una scalata rapida ma coerente con l’obiettivo di riportare la funzione sportiva al centro delle decisioni, dentro un processo che sa di evoluzione-rivoluzione. Gianluca Ferrero resta presidente, garanzia di continuità istituzionale; attorno a lui cambia la cornice, cambia il linguaggio, cambia l’impostazione di lavoro.                   Anche l’organigramma operativo prende forma con tempistiche già definite. Dal 1° dicembre alla Continassa arriverà Pier Donato Vercellone per guidare la comunicazione, forte dei cinque anni trascorsi al Milan. Dal 1° gennaio toccherà a Peter Silverstone, in arrivo dal Newcastle, che assumerà il ruolo di Chief Business Officer. Sul fronte sportivo, per il ruolo di diesse il nome in cima alla lista è Marco Ottolini: ex Juventus, reduce dall’esperienza al Genoa, sembra essere il favorito.
La strategia è riassunta in due parole chiave: sostenibilità e competitività. Non slogan, ma parametri misurabili: il traguardo dichiarato è il breakeven nell’esercizio 2026-27, sia in termini di risultato netto sia di flusso di cassa, come anticipato dal CFO Stefano Cerrato. Per centrarlo servirà un equilibrio sottile: migliorare il rendimento sportivo senza smarrire la disciplina finanziaria, valorizzare gli asset interni, presidiare i ricavi commerciali e internazionali, ottimizzare il costo del lavoro sportivo.
Dentro questa cornice, dunque, il calcio torna davvero ad essere il baricentro del progetto. Giorgio Chiellini è sempre più coinvolto nelle scelte strategiche: prima la promozione all’interno del club, poi l’elezione a consigliere federale. Il suo percorso fotografa una Juventus che vuole capitalizzare competenze tecniche e leadership riconosciuta, accorciando la distanza tra campo, spogliatoio e scrivania.
Il messaggio complessivo è di discontinuità ordinata: si chiude un capitolo emergenziale, si apre una fase identitaria, in cui il perimetro aziendale si allinea alle ambizioni sportive e viceversa. L’obiettivo è costruire una macchina più snella, capace di decidere in fretta e di investire con criterio, tenendo insieme risultati, bilancio e reputazione. Insomma, la nuova Juve ha contorni sempre più definiti: archiviato il governo tecnico, la priorità torna a essere il calcio.