(a cura di Massimiliano Fantasia)
GUGLIELMO VICARIO 6.5 : La bravura e la prontezza di un gran portiere. Può rimanere inoperoso per gran parte della partita, ma quando viene chiamato in causa risponde presente. E così è decisivo in quell’allungo sul diagonale velenosissimo di Rowe.
PIERRE KALULU 6 : Sicuramente il meno solido di tutta la linea difensiva. Rowe è un cliente scomodissimo da arginare, e sovente lo mette in difficoltà con i suoi strappi e i suoi allunghi. Prende le contromisure con il passare dei minuti e supera, a fatica l’esame.
GLEISON BREMER 7.5 : Sontuoso. Letteralmente. Krstovic è un fantasma, avrà gli incubi stanotte per quanto è stato disinnescato dal difensore brasiliano. In tutti i duelli, aerei e a terra. Vibes del vecchio Bremer, che dimentica lo scivolone di Sassuolo e torna dominante, come tutti noi lo conosciamo. Il gol è una ciliegina: siamo già a due in stagione.
JHON LUCUMI 7 : Ecco, questo è il vero Lucumì. Partita impeccabile, perfetta, sotto tutti i punti di vista. Dose impagabile di carisma e leadership in difesa, in marcatura non lascia passare niente di ciò che transita dal suo lato di competenza.
ZEKI CELIK 7 : E chi lo schioda da quella fascia!? Padrone assoluto della corsia mancina, gli attaccanti della Dea gli fanno il solletico. Troppo, troppo importante per questa Juventus. Decisivo anche in fase offensiva: assist perfetto per Conceicao a sbloccare un partita delicata.
WESTON MCKENNIE 6.5 : C’è una Juve con e senza McKennie. Il suo rientro cambia tutto: equilibri, proposta di gioco, mentalità. Troppo, troppo importante. Anche per come si adatta ad ogni abito tattico che indossa, col Nec ha fatto l’esterno, oggi mediano davanti alla difesa. Con licenza di offendere. Giocatore totale. (Dall’85’ NICK WOLTEMADE SV)
DOUGLAS LUIZ 6.5 : Quanto sta crescendo Douglas, di partita in partita. Per incisività e personalità nella manovra, limando i cosiddetti ‘tocchi di troppo’ per ascoltare i consigli di mister Spalletti. Più verticalità e meno macchinosità, Douglas è rinato.
FRANCISCO CONCEICAO 7 : Finalmente il gol. Quanto lo hai cercato Chico. Finalmente trascinatore anche in zona realizzativa, lo step che deve fare e che tutti si aspettano per prendere in mano questa Juventus. Al posto giusto nel momento giusto, per la zampata decisiva, ma è una costante fonte di ispirazione per le trame offensive. (Dal 70′ EDON ZHEGROVA 6.5 ) : Gli bastano pochi palloni per determinare. Assist per Bremer, switch clamoroso.
NICO GONZALEZ 6.5 : Altra partita da polmoni d’acciaio per l’argentino. Sotto porta è meno lucido del solito, cestina un paio di chance potenzialmente letali, ma il lavoro che svolge è incredibile. Sempre ovunque, onnipresente nelle due fasi: aiuta in copertura e si getta davanti a tutta velocità per ricevere il passaggio da prima punta. Nessun problema a ribadirlo: giocatore imprescindibile. ( Dal 70′TEUN KOOPMEINERS 6) : Pochi lampi, ma non sfigura.
KARIM ALAJBEGOVIC 5.5 : Troppo leggerino nei 45′ avuti a disposizione. Si accende raramente, non riuscendo a mostrare il suo bagliore come successo contro il NEC. Qualche dribbling e sgasata ma non basta: bravo Spalletti ad azzardare un undici a trazione anteriore ad inizio partita, sceglie però l’equilibrio nella ripresa e lo sostituisce. ( Dal 46′PAPE MATAR SARR 6.5 ) :Che impatto sulla partita, fisicamente dominante in mezzo. Kessiè chi!?
RANDAL KOLO MUANI 6.5 : Specifichiamolo subito: non la partita da attaccante puro, da terminale offensivo vero, ma prestazione enorme in termini di generosità e sacrificio. Danza per tutto il campo facendo salire la squadra, dando profondità. Nelle sponde è pulito, prezioso, intelligentissimo nei movimenti. Lo Stadium lo riconosce e lo applaude: ps, si improvvisa anche difensore e salva un gol fatto sulla linea. (Dall’88’ LLOYD KELLY SV)
ALLENATORE LUCIANO SPALLETTI 7 : Convincente la doppia versione di questa Juve: sia quella più spregiudicata dei primi 45′, sia quella più equilibrata della ripresa. Tecnicamente, tatticamente e mentalmente impeccabili.

