ZHEGROVA L’ANNUNCIO FI SPALLETTI CHE FA FELICI I TIFOSI
(di Massimiliano Fantasia)
Nel post-partita del derby contro il Torino, terminato con un deludente 0-0, Luciano Spalletti si è presentato in conferenza stampa per analizzare la prestazione della squadra. Tra i temi toccati, c’è stata la gestione dei cambi, in particolare l’ingresso in campo di Edon Zhegrova, subentrato dopo l’ora di gioco nel tentativo di scardinare la difesa granata.
Interrogato sul potenziale del kosovaro e sul suo processo di inserimento, soprattutto a livello fisico, il tecnico della Juventus ha offerto un’analisi molto dettagliata. Ha elogiato le doti uniche del giocatore, sottolineando però anche gli equilibri tattici che il suo impiego richiede, specialmente in partite così bloccate e contro avversari abili nelle ripartenze.
Zhegrova? «Non manca tanto, il ragazzo è svelto e sveglio. Poi bisogna fare quel tipo di partita lì. Baroni sa di avere calciatori forti in campo aperto. Quando ripartono non diventa più la partita di Conceicao e Zhegrova, a fare ricomposizione 60 metri perdi. Poi se decidono di star là può davvero diventare una spina nel fianco. Ha questa follia di tirar fuori cose che non sa nessuno lui, quando ti punta – come Yildiz, non sa nemmeno lui come fa. Abbiamo cartucce importanti da sparare e dobbiamo imparare ad utilizzarle nella maniera giusta».
Con queste parole, Spalletti promuove il talento del giocatore, definito «svelto e sveglio» e vicino alla piena maturità e condizione fisica con quel «Non manca tanto». Allo stesso tempo, il tecnico evidenzia il dilemma tattico: Zhegrova, così come Conceiçao, è devastante se può restare alto e puntare l’uomo, ma soffre terribilmente le transizioni negative.
Contro squadre forti in «campo aperto» come il Torino di Baroni,chiedere a esterni così offensivi di coprire 60 metri in ripiegamento è controproducente, un rischio che Spalletti riassume con un secco «alla distanza perdi».
Il tecnico, però, è visibilmente affascinato dalla «follia» del giocatore, da quella creatività istintiva e imprevedibile che paragona a quella di Yildiz, in cui «non sa nemmeno lui come fa» a saltare l’uomo. È questa la qualità che lo rende una «spina nel fianco» per le difese. La conclusione è chiara: Zhegrova è una delle «cartucce importanti» nell’arsenale bianconero, un’arma da “sparare” al momento giusto per cambiare le partite.Ed è su questo che bisogna lavorare.
Interrogato sul potenziale del kosovaro e sul suo processo di inserimento, soprattutto a livello fisico, il tecnico della Juventus ha offerto un’analisi molto dettagliata. Ha elogiato le doti uniche del giocatore, sottolineando però anche gli equilibri tattici che il suo impiego richiede, specialmente in partite così bloccate e contro avversari abili nelle ripartenze.
Zhegrova? «Non manca tanto, il ragazzo è svelto e sveglio. Poi bisogna fare quel tipo di partita lì. Baroni sa di avere calciatori forti in campo aperto. Quando ripartono non diventa più la partita di Conceicao e Zhegrova, a fare ricomposizione 60 metri perdi. Poi se decidono di star là può davvero diventare una spina nel fianco. Ha questa follia di tirar fuori cose che non sa nessuno lui, quando ti punta – come Yildiz, non sa nemmeno lui come fa. Abbiamo cartucce importanti da sparare e dobbiamo imparare ad utilizzarle nella maniera giusta».
Con queste parole, Spalletti promuove il talento del giocatore, definito «svelto e sveglio» e vicino alla piena maturità e condizione fisica con quel «Non manca tanto». Allo stesso tempo, il tecnico evidenzia il dilemma tattico: Zhegrova, così come Conceiçao, è devastante se può restare alto e puntare l’uomo, ma soffre terribilmente le transizioni negative.
Contro squadre forti in «campo aperto» come il Torino di Baroni,chiedere a esterni così offensivi di coprire 60 metri in ripiegamento è controproducente, un rischio che Spalletti riassume con un secco «alla distanza perdi».
Il tecnico, però, è visibilmente affascinato dalla «follia» del giocatore, da quella creatività istintiva e imprevedibile che paragona a quella di Yildiz, in cui «non sa nemmeno lui come fa» a saltare l’uomo. È questa la qualità che lo rende una «spina nel fianco» per le difese. La conclusione è chiara: Zhegrova è una delle «cartucce importanti» nell’arsenale bianconero, un’arma da “sparare” al momento giusto per cambiare le partite.Ed è su questo che bisogna lavorare.



