La Juve riprende da dove aveva lasciato quel lontano 8 marzo quando fu bloccato il campionato e dopo aver strapazzato con una prova assai convincente l’Inter di Antonio Conte. Poco spazio a recriminazioni relative a quel rigore fallito di poco da Cristiano Ronaldo ma la cosa che colpisce di più, per chi avesse ponderato dopo aver scisso sentimenti passionali dall’effettivo rendimento della squadra vista in campo è quella di trovare una critica all’intero organico brillante nella prima frazione di gioco e molto meno lucida nella ripresa. Il Milan in inferiorità numerica reagisce bene e contiene la continua pressione dei campioni d’Italia che chiudono i rossoneri nella loro metà campo ma non trovano la giusta finalizzazione. Il tema sembra essere sempre lo stesso, problema atavico dai tempi di Conte, vivacchiare sul minimo risultato sottoponendosi al rischio costante di poter accusare il gol avversario da un momento all’altro. Allo stop del covid 19 sembrava una possibile salvezza ai momenti più appannati della squadra di Maurizio Sarri che prima della partita con l’IInter aveva evidenziato stanca e annebbiamento nel collettivo. Superiorità numerica e fatica a segnare un gol appare cosa ancora stantia e preoccupante. La formazione priva di una punta in grado di chiudere il discorso o la pratica di 90 minuti rimangono ancora la vera problematica di questa squadra. Indisponibile Higuain, lo sarà anche mercoledi, suona come un campanello di allarme. Molta partecipazione di gioco, fraseggi deliziosi e pressing asfissiante sono elementi evidenti ma il gioco del calcio appare completo quando la palla finisce in fondo alla rete. Prova convincente da parte di Bentacour migliore in campo e anche di un ritrovato Douglas Costa, molto meno per Dybala e Cristiano Ronaldo che sembravano quelli più in forma della squadra. Preoccupa quindi ancora una volta la sterilità in fase di realizzazione e sarà li che Paratici dovrà operare al meglio per garantire un futuro più tranquillo. Buffon non si è sporcato i guantoni, la difesa ha fatto muro egregiamente mentre il collega Donnarumma è intervenuto con parata decisa e sicura su un tiro insidioso di Dougla Costa. L’espulsione non certo discutibile aveva illuso qualcuno che la gara potesse esprimere un verdetto quasi certo ma come diceva il grande Nils Erik Liedholm le squadre a volte offrono il meglio quando giocano in 10 uomini.Ora già mercoledi si tornerà in campo e dal bussolotto del San Paolo Napoli e Inter si giocheranno la finale  contro i bianconeri.