Era il 13 gennaio del lontanissimo 1907 quando al velodromo Umberto I il primo derby della stracittadina torinese fu vinto dal Torino con il risultato di 2 a 1. I marcatori di quella prima gara furono in ordine Ernesto Borel che siglò un rigore. Poi pareggiarono e vinsero la gara prima Federico Ferraris e a seguire il goal vittoria siglato da Orsi Hans Kampfer. L’arbitro di quella gara era il genovese Pasteur.
Il derby, quello disputato ieri sera, è stato il n. 199 e il tanto criticato Matthijs De Ligt, autore anche questa volta di una ingenuità (complice la solita mano maldestra) questa volta si è fatto perdonare mettendo alle spalle di Sirigu una rete che vale una vittoria apparsa difficile per la grande mole di lavoro espressa dai granata. Il Torino di Mazzarri ha giocato forse la migliore delle gare disputate fino ad ora ma solo un tiro in oltre 90 minuti che ha impensierito il bravo Szczęsny, inoperoso per il resto dei minuti, nella valutazione complessiva è poca cosa. La Juve invece appare ancora in difficoltà nel gioco di gruppo ma alla fine risolve sempre le gare ad opera di una delle sue numerose individualità di livello. Ma a questa tesi Sarri non ci sta e chiede tempo per dimostrare che alla fine i suoi dettami verranno assimilati in un tempo congruo. Nessun allarmismo quindi mentre il campionato appare delinearsi verso un quanto ormai scontato, almeno fino ad ora, duello tra i bianconeri e i neroazzurri di Antonio Conte che seppur non esprimendo un calcio spettacolare riesce tuttavia ad unire praticità e punti che contano. Che gli impegni ravvicinati possano essere un motivo di rilassamento può anche essere una delle tante supposizioni ma che questa costante di risultati ottenuti con evidente difficoltà e con il minimo scarto è una realtà rischiosa. In questa preoccupante costante dove la via del goal e altrettante occasioni di relizzazione siano spesso sprecate ingenuamente è anche questa una motivazione che porta a grandi riflessioni. Sarri non fa il pompiere ma si limita ancora una volta a dare giustificazioni non certo campate in aria. Lavoro e ancora lavoro questa è la ricetta prima di arrivare allo stato ottimale che possa permettere di offrire ancora spettacolo ma che ad esso debbano esserci anche certezze di maggiore precione in zona goal e di poter essere più pratici e meno leziosi anche questo è un elemento che arriverebbe, a detta del tecnico toscano, nel giro di poco tempo. La Juventus con Allegri aveva a disposizione gli stessi campioni ma lo spettacolo a volte era solo una lontana chimera, era una squadra votata alla praticità. Coniugare entrambe le componenti non appare cosa semplice ma si percepisce che si possa arrivare ad ottenere una Juventus più cinica e meno macchinosa in fase di costruzione. Questo si.
Sono tornati a disposizione quasi tutti gli elementi di valore ad eccezione ovviamente di Chiellini equesta di per se è una buona notizia. Prima Douglas Costa e ieri sera Mattia De Scigliodue giocatori di sostanza che pian piano sta ricomponendo lo squadrone a disposizione de ltecnico napoletano . Queste, sono garanzie di una ancor più potente corazzata pronta a sferrare l’attacco ai suoi obiettivi di stagione. Il prossimo turno arriverà con un altro impegno tutt’altro che semplice contro il convalescente Milan di Pioli. Ancora un altro giro sopra una giostra che in questa stagione si preannuncia assai interessante.



