L’imponderabile è il Genoa. Nessuno avrebbe pensato di rischiare così tanto, ma solo un rigore a tempo ormai scaduto ha evitato ai campioni d’Italia un epilogo che avrebbe lasciato molta delusione. L’approccio gara sbagliato e gli incontri ravvicinati uniche spiegazioni per una prestazione tutt’altro che positiva.
Ci sono volute più di 2 frazioni di gioco per portare a casa i 3 punti e tenersi a distanza dall’Inter di Antonio Conte. Una partita giocata a sprazzi per la Juve e meglio,sotto il profilo della continuità, per il neo allenatore Thiago Motta reduce dalla sola esperienza della primavera del PSG. Ha fatto la differenza la cinicità dei campioni d’Italia che hanno aggredito il Genoa fino al termine dei 4 minuti concessi dall’arbitro Antonio Giua della sezione di Olbia. Tutto si risolve quando è stato concesso un rigore trasformato da Cristiano Ronaldo dopo che al portoghese, qualche minuto prima, gli era stato annullato un goal per fuorigioco. Insomma, una conduzione di gara con le due espulsioni di Francesco Cassata prima e di Adrien Rabiot dopo non troppo esaltante.
La signora omicidi ha colpito ancora e la sensazione che questa quadra possa segnare da un momento all’altro si fa sempre poi più reale. I dettami sarriani non sono stati ancora assimilati del tutto ma esiste una certezza che è quella nel come l’intera squadra si porti in pressione e aggressione verso ogni avversario. Contro il Genoa la Juve è apparsa a tratti in evidente stato di incoscienza allora i grifoni ne hanno approfittato esprimendo anche un bel calcio.
Una settimana importante piena di impegni e di gambe che, per effetto della fatica di questi impegni ravvicinati, non reagiscono come dovrebbero. Sabato sera si riprenderà al vecchio Comunale nel derby dove la Juventus troverà i granata delusi per il poker subito contro la Lazio e per una molteciplità di motivi la partita non sarà affatto semplice da risolvere. Come sembrerebbe.
La squadra non ha reso come ci si aspettava ma i recuperi in atto (ultimo quello di Douglas Costa) fanno ben sperare nell’immediato futuro. Nel vasto parco di scelte e di qualità a disposizione di Maurizio Sarri ancora una volta delude Daniele Rugani autore di uno svarione che ha provocato il goal vantaggio genoano da parte di Kouame.
Juventus dunque che rimane capolista seppur a un punto di distanza dall’Inter di Conte. Questa stagione si prevede piena di emozioni ma già si intuisce che, seppur la differenza tra i campioni d’Italia e il resto delle inseguitrici più accreditate si faccia meno vistoso, il pallino del gioco e i destini rimangano sempre agganciati alla volontà della stessa Juventus. Atavico, già dai tempi della gestione Conte,il problema di non saper chiudere le gare provocanto successivamente l’affanoso tema di dover recuperare il risultato. Ma ora arriva il Toro di Mazzarri. Si spera sin da subito in un cambiamento di rotta e specialmente di approccio gara. L’uomo più in forma è Dybala e pensare che l’argentino era il più indiziato a lasciare la Juventus.



