20 giorni per decretare la fine del calcio mercato, una sessione che ha sicuramente segnato lo sconfinamento economico che fino a poco tempo fa veniva definito fair play finanziario finemente elaborato e poi deliberato da Michel Platini durante la sua investitura. Insomma in barba a questa regola di limitazione di spese atte a livellare per tutti un limite folle di acquisti onde evitare discrepanze tra società ricche e altre definite meno abbienti. Dunque, a stravolgere regole e creare dubbi e interrogativi a tal proposito ci pensa il PSG che fa il colpaccio del secolo ingaggiando Neymar dal Barcellona e il suo sceicco Nasser Ghanim Al-Khelaïfi che non si scompone più di tanto mettendo sul piatto la materia prima. Se l’appetito vien mangiando dopo un buon primo arriva il secondo a base di Mbappé a 150 ml e scusate se il piatto sarà servito così velocemente senza eccessivi preavvisi ma lo sceicco, si sa, non ama aspettare.

La preoccupazione degli avversari fa contrasto con la felicità dello sceicco. Fiumi di soldi e ingaggi da capogiro  ecco come cambia il calcio. Insomma, il divario tra i parigini e le spagnole si riduce ma ancor più con l’unica  tedesca che tiene alto il nome della sua nazione dove il suo forte ritardo e le prestazioni a corrente alternata non è certo garanzia di continuità. Un baratro con le inglesi invece che da anni viaggiano sempre a vista e dove si evidenzia un imbarazzante ritardo. La Champions League si sta delineando dunque tanto da considerare Neymar e compagni il nuovo team da battere nonché spauracchio da evitare assolutamente.

Alla Juve finalista e vice campione d’Europa l’ardua prova per ritentare di nuovo ciò che rimane troppo indelebile, un nome che si fa fatica a pronunciare, l’ossessione per milioni di sostenitori bianconeri: la Champions o coppa dalle grandi orecchie che dir si voglia. Insomma torna l’eterno interrogativo:” ma alla Juve cosa manca per…” interrogativi che non troveranno mai una risposta. Almeno per ora.