Non poteva finire altrimenti.

I sei volte campione d’Italia e vincitori della terza coppa Italia consecutiva non cedono nemmeno di un capello e in tutta la loro determinazione  ribaltano e si aggiudicano un risultato di vittoria contro il Bologna di Donadoni. Una sconfitta avrebbe macchiato in modo antipatico  una stagione eccezionale. Da incorniciare. Per gli amanti della statistica i punti sono 91 ma per la Juventus il gran sipario del massimo campionato di calcio si chiude definitivamente al Dall’Ara di Bologna consegnandosi per ora alla storia del campionato aspettando sabato 3 giugno prima di concedersi forse alla leggenda. Cardiff permettendo.

Comincia dunque il conto alla rovescia verso il Millenium Stadium e con esso aumenta in modo esponenziale anche  la tensione che attanaglia il popolo juventino già pronto per l’ennesimo viaggio della speranza. Più che una speranza tuttavia è  la sensazione che questo potrebbe essere l’anno buono. Si toccheranno i più scaramantici certo ma poi emerge la sensazione che ci sta pervadendo da qualche tempo: dopo 21 anni questa coppa deve tornare a Torino. E’ questo l’imperativo che gridano tutti i tifosi bianconeri. Con un colpo di bacchetta magica vorremmo vivere la fantastica sensazione nel sentire il triplice fischio finale ed in qualche modo sapere quale sarà il destino in questa competizione.  Sarà dunque una finalissima bagnata come da infallibili previsioni del Regno Unito, da quelle parti difficilmente commettono errori.  Finalmente ci siamo allora e con fibrillazione  cominciamo a puntare il nostro obiettivo indirizzando il vettore  dell’attenzione verso una finale che aspettavamo da 2 anni. Capire se il dopo Berlino è servito come processo di crescita. Massimiliano Allegri si sbilancia e dichiara la volontà di voler rimanere ed è sicuramente questa la notizia che ci voleva.

Da oggi Vinovo sarà testimone della Juventus anti Real dove nelle segrete stanze verrà creata la chiave per scardinare la difesa dei blancos.