Adesso si. Adesso siamo davvero in finale e Cardiff non è solo il nome di una bella cittadina capitale del Galles con 350.000 anime che vivono la loro vita tranquilla in una realtà fatta tutta di antiche tradizioni e un moderato turismo, ma è la città che ospita la finalissima 2017 di Champions League. Forse solo in pochi possono immaginare quello che nel giro di 3 settimane accadrà, nella loro città, quando sarà letteralmente sconvolta da un’orda di tifosi tutt’altro che in stile very english.

La Juventus conquista dunque la finale, la sua nona da quel lontano Ajax Juventus di Belgrado del 73 quando Rep di testa al minuto 5 battè Dino Zoff. In 44 anni tra coppa campioni e champions league la vecchia signora ha collezionato poche soddisfazioni e molte delusioni detenendo un record negativo con 6 finali perse contro le sole due acquisite: la prima nella tragica sera di Bruxelles allo stadio Heysel contro il Liverpool il 29 maggio del 1985  e ben 11 anni dopo arrivò  quella di Roma contro l’Ajax di Jari Olavi Litmanen il 22 maggio del 1996.

Era già scontato l’epilogo del dopo Monaco Juventus dopo la gara di andata terminata con due reti a zero per i bianconeri. La gestione mentale e tattica della gara di ritorno è stata abbastanza preventivabile perchè i padroni di casa hanno saputo gestire al meglio il passaggio alla finale. Due sole note stonate hanno caratterizzato la gara: la rete subita in modo banale che ha fatto imebestialire Masssimiliano Allegri e l’infortunio non grave ma che pregiudicherà la gara di Roma e la finale di coppa Italia di  Sami Khedira. La felicità dei giocatori, il sorriso fortemente contenuto del trainer bianconero mentre guadagnava  a gran falcate gli spogliatoi e la caduta dai gradini a causa di una eccessiva esultanza del presidente Agnelli sono le tre diapositive di una serata che entrerà nella storia di questa società. Questa finale, la nona per gli statistici, verrà rappresentata al gran teatro Stadio Millenium di Cardiff e assume i connotati della Nona sinfonia del grande Beethoven dove steccare non sarà possibile e ogni passaggio o assist giocato sarà come una nota suonata perfettamente ma irripetibile. La gara espressa contro il Monaco ha confermato la solidità di gruppo e la grande voglia di ogni singolo nel dare continuità a un gioco che appare sin troppo perfetto. La paura che il giocattolo possa rompersi è comprensibilmente intuibile alla luce di un rusch finale che vede la juve presenta su tutti i fronti disponibili.

Se la Juve è attenta a non ditruggere quanto espresso e costruito fino ad ora la Roma maledirà il pareggio tra Atalanta e Juventus perchè una vittoria dei bianconeri allo stadio Atleti Azzurri d’Italia avrebbe certo evitato la dolorosissima quanto insopportabile visione di un possibilissimo festeggiamento degli storici rivali penta campioni d’Italia sul proprio terreno. Questo scenario sarebbe ancor più drammatico nel caso di una sconfitta dei giallorossi con il rischio di vedersi superati da un Napoli inarrestabile e obiettivamente più continuo. Un pareggio potrebbe essere meno indolore ma non certo scevro da possibili festeggiamenti avversari. Alla Juve serve un punto e la possibilità che questo possa accadere è assai probabile. Per quanto si possano fare ragionamenti e considerazioni il verdetto appare assai chiaro: la Juventus è ormai campione d’Italia avendo a disposizione un solo match point da centrare in 3 gare a sua disposizione. Qualsiasi bookmakers per quanto esperto non punterebbe mai su un cataclisma bianconero.

Campionato: Roma in trasferta – Crotone in casa e l’ultima partita fuori dalle mura amiche a Bologna. Finale di coppa italia mercoledi 17 e l’appuntamento più importante il 3 giugno al Millenium Stadium di Cardiff. L’importante è esserci. Sempre.