A volte gli aggettivi non servono quando il risultato era già nell’aria ma forse una considerazione potrebbe chiamarsi: esaltazione, raccontare le gesta di una gruppo di ragazzi straordinari, avere un riscontro di certe pianificazioni studiate da tempo dove nulla è casuale.
Questa juve ha compiuto un grande passo in avanti nel suo percorso di crescita, veloce a dir il vero se non altro per come ha raccolto i pochi resti di se stessa dopo lo Tsunami di calciopoli ricostruendosi una immagine più forte di prima. A questa squadra devono essere riconosciuti gli onori del campo perchè è entrata di diritto nel Gotha del calcio che conta dove con Real Madrid, Atletico Madrid e Monaco si contenderà un posto per Cardiff. Quella compiuta al Nou Camp non è un’impresa ma un semplice, seppur affascinante, risultato. Frutto di una programmazione studiata a tavolino. La conquista della semifinale non rappresenta solo un risultato sportivo ma un introito che arricchirà le già pregne casse societarie.
Questo succeso è un successo di tutti ma sportivamente sempre più marcato Massimiliano Allegri. Inutile nasconderlo. In questi 3 anni il tecnico toscano ha saputo unire praticità e coraggio nel non stravolgere un meccanismo che rasentava la perfezione ma che solo ora si è ancor più rafforzato. Nel pre-gara del tecnico alle solite raccomandazioni di rito emergeva perentorio un imperativo assoluto: saper controllare il gioco e nervi allo stesso tempo cercando di non offrire mai il fianco all’avversario. La gara perfetta al cospetto di un pubblico unico al mondo e lo stupore degli avversari nell’apprezzare le qualità di questa Juve. La gara del Nou Camp ha dato una risposta perentoria sulle indiscusse crescenti capacità di sintesi di una squadra che sa amministrare il risultato con molta concretezza senza troppi fronzoli e a tratti è anche in grado di mettere in atto il detto “di necessità virtù” senza mai dimenticare la grande fame irrefrenabile che la contraddistingue da tutte le altre squadre in Italia ed ora anche in Europa.Nel doppio confronto la Juventus ha neutralizzato i tre attaccanti più forti del mondo non permettendo a Messi di segnare il suo 499mo e forse 500mo gol in maglia blaugrana come a Luis Enrique di non riuscire mai a battere la Juve iniziando dai tempi di Roma in giallorosso come al Barca di non aver vinto sul suo campo dopo molti turni rimanendo a secco di goal. Per il Barcellona tutto alla prossima puntata.
Qualcuno ha forse mormorato, a mezza bocca, la parola “triplete” ma Allegri evita di farsi trascinare nel ginepraio delle illusioni. La parola d’ordine è quella di fare un passo alla volta e la correttezza del tecnico livornese è tanto apprezzata dalla dirigenza che lo ha riconfermato per quanto finalmente accettata dai tanti tifosi per lo più detrattori dello stesso da quel lontano 14 luglio.
La Juve ha ripreso un percorso che due anni or sono fu interrotto proprio dal Barcellona nella finale di Berlino. Chiamatela rivincita ma non è così. La scorsa stagione contro il Bayern solo per la presenza di un arbitro intriso di incertezze decisionali e di molta incompetenza bloccò la corsa dei bianconeri verso la finale di Milano. Una Juve, quella Juve, fu tutt’altro che inferiore ai tedeschi sul piano del gioco e della compattezza come quest’oggi, con i catalani, è emersa vistosamente la supremazia bianconera che nel doppio confronto si è dimostrata troppo schiacciante prima nel delirio di Torino e più ragionata e prudente stasera nella gara contro Messi e &.
I meriti di questa finale vanno a tutta la squadra perchè hanno letto con sacrale attenzione le raccomandazioni del loro mister. Allegri ha battuto il Barcellona, l’ultima affermazione dopo quella di Torino fu quando era allenatore del Milan dopo la depauperazione della sua squadra privo di Ibra e di Thiago Silva.
Ora non resta che aspettare il sorteggio per stabilire chi affrontare ma forse per una volta sarebbe il caso di lasciare queste problematiche e preoccupazioni a chi dovrà affrontare i bianconeri.
Gli esami non finiscono mai e da un Pescara si passa a un Barcellona per poi tornare a confrontarsi con un Genoa. Ogni squadra ha le sue difficoltà. Per mister Allegri queste gare sono tutte da giocare.



