In una Juventus rimaneggiata rispetto a quella scesa in campo al San Paolo domenica scorsa (8 i giocatori diversi partiti dal primo minuto), Massimiliano Allegri schiera contemporaneamente i due terzini brasiliani: Alex Sandro e Dani Alves. Senza nulla togliere agli ottimi Asamoah e Lichsteiner, i due laterali verde-oro hanno dato ieri sera una grande dimostrazione di forza, capaci di essere efficaci sia in fase di spinta quanto in in fase di copertura, dotati di maggiore qualità rispetto ai propri colleghi, capaci di fraseggiare tra le linee con il Dybala o Cuadrado di turno, abili nell’uno contro uno e sui cross dal fondo e molto aggressivi nel recupero del pallone.

Alex Sandro, arrivato dal Porto per una cifra prossima ai 30 milioni, ha più volte giustificato sul campo l’oneroso investimento fatto dai bianconeri, e appare in costante crescita, anche grazie al lavoro tattico di cui Allegri è specialista. Percorso differente invece per quanto riguarda Dani Alves.  Arrivato in estate a parametro zero dal Barcellona, l’esperto laterale della nazionale brasiliana ha dovuto affrontare un inizio di stagione certamente non positivo, sembrando spesso poco concentrato e lontano da una condizione fisica ottimale. Poi arriva l’infortunio di turno, che lo tiene fermo ai box per circa due mesi. Superato anche questo ostacolo, Dani Alves comincia una crescita continua, riproponendosi più spesso in campo da titolare, e autore di prove sempre migliori, sia sul piano atletico che su quello tattico (a livello tecnico-qualitativo Dani Alves ha poco da invidiare a chiunque). Il suo pieno ritorno ad alti livelli potrebbe rivelarsi fondamentale per il proseguo della stagione, soprattutto nell’ottica della sfida contro i blaugrana, suoi ex compagni di squadra. Ieri sera la presenza dei due brasiliani sulle fasce ha fatto la differenza, ha permesso alla Juventus un maggior possesso palla, un numero maggiore di alternative di passaggio ed un fraseggio rapido e preciso. Ora i due, come il resto della squadra d’altronde, sono attesi alla prova Barcellona, e serviranno due grandi partite anche da parte loro per poter passare il turno.

Marco Ludovico