JUVE,IL FUTURO DIPENDERA’ MOLTO DALLA CHAMPIONS LEAGUE
(di Massimiliano Fantasia)

Si deciderà tutto in otto giornate, ovvero quelle che mancano alla conclusione del campionato di Serie A e che rimangono a disposizione della Juventus per provare a strappare quel quarto posto che vale la qualificazione alla prossima Champions League.
Non sarà facile, perché i bianconeri dovranno fare 4 punti in più del Como e ovviamente non meno di Roma e Atalanta per assicurarsi il pass verso l’Europa dei ‘grandi’. Dalla partecipazione alla Coppa dei Campioni, infatti, passa tutto o quasi. A partire dalle strategie future.
Ogni riferimento al mercato estivo è infatti puramente voluto e in casa Juve si è chiamati a ragionare su un doppio scenario: il piano A che prevede la Juve in Champions e, purtroppo anche il B, con Madama confinata a disputare una delle altre due competizioni europee come Europa e Conference League.
Spalletti, a prescindere dalla qualificazione alla Champions, ha posto sostanzialmente un paletto. Ossia ripartire da quei giocatori che vengono considerati elementi cardine del progetto.
Da Yildiz a Kalulu, da Bremer e Locatelli a McKennie, oltre a Kelly. Un’ossatura dalla quale si deve e si vuole ripartire per sviluppare la Juve del domani.
In caso di partecipazione alla prossima Champions League, in sede di trattativa la Juve potrà sfoggiare la vetrina della massima competizione europea per club per accrescere il proprio e allo stesso tempo un budget sicuramente più sostanzioso per andare a puntellare la rosa.
C’è da attendersi, infatti, che la Juventus vada ad intervenire in tutti i ruoli: dal portiere ad un innesto in difesa, passando per l’ingaggio di due centrocampisti, un esterno offensivo o comunque qualcuno in grado di agire nell’ultima fetta di campo e una punta. Un progetto ambizioso,al quale il club conta di mettere mano attingendo a piene mani dal mercato dei parametri zero ,che però può essere alimentato e rinvigorito dal pass europeo. Non sarà facile, come detto, ma sarebbe vitale.
Prendere parte alla prossima edizione della Coppa dei Campioni consentirebbe inoltre di poter esercitare maggiore fascino anche su determinati profili di spessore e caratura internazionale, i quali sarebbero ancora più propensi e disposti a sposare causa e progetto.
La musica potrebbe cambiare, in parte, se la Juve non dovesse riuscire a qualificarsi per il torneo più prestigioso per quanto riguarda le squadre di club.
Per sgomberare il campo da eventuali dubbi, anche in caso di Europa o Conference League, l’idea della Juventus è sicuramente quella di alzare in maniere tangibile il livello della squadra allestendo un mercato di livello. E’ chiaro che senza il budget e l’appetibilità garantiti dalla Champions, la Juve dovrà razionalizzare le risorse cercando di amalgamare sostenibilità ma anche creatività.
Il mercato dei parametri zero, anche in questo caso, resterebbe un prezioso comparto dal quale pescare almeno un paio di profili di assoluto spessore per poi aggiungere qualche tassello da valorizzare sotto la sapiente guida del tecnico di Certaldo, magari sulla scia di quanto costruito a Napoli con i vari Kvaratskhelia e Kim, arrivati all’ombra del Vesuvio da quasi sconosciuti e diventati nel giro di poche settimane degli autentici uomini cardine.