SONO NUMERI IMPIETOSI
(di Massimiliano Fantasia)

I numeri, freddi e impietosi, fotografano una crisi che rischia di trasformare la stagione 2025-26 della Juventus in un fallimento storico. La discrepanza tra le ambizioni estive e la cruda realtà del campo è ormai impossibile da ignorare: con la Coppa Italia già sfumata e il cammino europeo appeso a un filo, anche il quarto posto, vitale per il prestigio e le casse del club, sembra allontanarsi pericolosamente, distante ora quattro lunghezze.
Sebbene Luciano Spalletti sia subentrato a fine ottobre ereditando una situazione già complessa, i dati della sua gestione iniziano a pesare: un solo pareggio e quattro sconfitte nelle ultime cinque uscite, con l’aggravante di una media di tre reti incassate a partita. Il confronto con la passata stagione, già considerata insufficiente, è spietato. A parità di giornate (26), la Juventus di Thiago Motta vantava tre punti in più e una difesa decisamente più solida (21 gol subiti contro i 25 attuali). Se il tecnico italo-brasiliano era stato esonerato per la penuria di risultati, l’andamento odierno è, statisticamente, persino peggiore.
Per trovare un parziale così deficitario bisogna tornare ai 41 punti della stagione 2010-11, parliamo dell’era pre-Conte: i tifosi sono dunque di fronte al peggior rendimento degli ultimi quindici anni. Nonostante la media punti di Spalletti (1,82) resti superiore a quella del breve interregno di Tudor (1,50), le proiezioni attuali frenano ogni ottimismo.
Il “febbraio nero” si avvia alla conclusione dopo aver affrontato il cuore del calendario, ma il tempo delle attenuanti è finito. Alla Continassa l’obiettivo è ora quello di uscire dalle sabbie mobili degli infortuni e delle squalifiche. Solo una reazione immediata, a partire dalla missione quasi impossibile contro il Galatasaray e dal successivo scontro diretto a Roma, permetterà a Spalletti di firmare una tregua con i numeri e salvare il salvabile di un’annata sull’orlo del baratro.