È STATO TUTTO QUANTO MOLTO BELLO.      (di Massimiliano Fantasia).                                                                                                                  E’ morto Bruno Pizzul, voce del calcio e della Nazionale.Era nato l 8 marzo del 1938, tra pochi giorni avrebbe compiuto 87 anni,ma purtroppo la clessidra della vita si è fermata un attimo prima all Ospedale di Gorizia dove era ricoverato da due settimane. Ancora ignote le cause.La famiglia,che ne ha annunciato il decesso questa mattina,ha parlato di un peggioramento negli ultimi giorni.Oggi probabilmente avrebbe concluso così il romanzo della sua vita terrena, “è stato tutto quanto molto bello”che era una frase a lui tanto cara,con cui era solito terminare il racconto di quelle azioni che lo avevano particolarmente meravigliato per il pregevole modo in qui si erano sviluppate. Signore sul lavoro e nelle relazioni sociali,deve moltissimo agli anni trascorsi in collegio a Cormons, periodo che ha contribuito in maniera determinante alla sua formazione. Amava il calcio che ha anche praticato a buoni livelli indossando le maglie di Cormonense Catania,Ischia Udinese e Sassari Torres poi,per via di un serio infortunio ad un ginocchio fu costretto ad appendere le scarpe al chiodo ancora giovanissimo.”Il mio talento era inversamente proporzionale alla passione con cui mi accolsero i tifosi catanesi”.Lo aveva ripetuto più volte con la consueta umiltà che lo contraddistingueva.Nella stagione 1959/1960 a calpestare l erba del vecchio Cibali,c era anche lui.Fu un autentico miracolo sportivo ,i rossazzurri non erano certo partiti con i favori del pronostico ma conclusero il campionato al terzo posto alle spalle di Torino e Lecco finendo per essere promossi in serie A .In panchina c era il povero Carmine Di Bella,un autentico sergente di ferro che a Catania ricordano ancora con affetto.,in quella squadra spiccavano tra gli altri calciatori come Benito Boldi che aveva un passato nella juventus, Guido Macor attaccante con una certa esperienza che aveva vissuto gli anni migliori con la maglia del Genoa e naturalmente Adelmo Prenna.Difensore centrale ,dotato di un fisico prestante,in quella rosa figurava appunto Bruno Pizzul che proprio in quella stagione,durante un amichevole contro la Juventus dovette marcare un certo Omar Sivori,forse il ricordo più bello della sua brevissima carriera di calciatore.Laureato in Giurisprudenza insegnò materie letterarie belle scuole medie  di Gorizia fino al giorno della sua assunzione in Rai avventura per concorso nel 1969.La Rai di Trieste aveva indetto un concorso per programmista e lui,che aveva sempre sognato di poter lavorare in Rai volle partecipare ,esaminatore di esame Paolo Valenti che gli consiglio’di partecipare al concorso per radio telecronisti che ci sarebbe stato di lì a poco ritenendolo molto più adatto e lui non se lo fece ripetere due volte. A quel concorso presero parte anche Bruno Vespa e Paolo Frajese, Pizzul lo superò brillantemente diventando molto presto uno dei giornalisti di punta della redazione sportiva della Rai. Diventato telecronista, si distinse da subito  per quel suo timbro di voce mai alterato.,il suo  primo mondiale,in  Messico nel 1970, c’erano Martellini e Carosio a guidare la squadra messa in campo dalla Rai,a lui vennero affidate le partite del gruppo D, quello che riguardava Germania Ovest, Perù, Bulgaria e Marocco. Ufficialmente il suo debutto avvenne durante uno spareggio ai quarti di finale della coppa Italia tra Bologna e Juventus giocato a Como e vinto dai felsinei per 1-0 con la rete di Peirani,ma indiscutibilmente sarebbero stati i Mondiali, con l’Italia in campo, a renderlo compagno rassicurante per milioni di connazionali. È stato un vero peccato,uno strano gioco del destino che a Bruno la sorte abbia sottratto il piacere di gridare campioni del mondo a nome degli Azzurri. Infatti nel 1982 in Spagna al microfono a seguito della nazionale,c’era ancora il bravissimo Nando Martellini. Pizzul gli subentrò soltanto nel 1986 e chi c’era ricorda il filo di sgomento che gli uscì dalla gola per la delusione patita nel 1990 a Napoli contro l’Argentina di Maradona o per il rigore fallito da Roberto Baggio a Rose Bowl negli Stati Uniti nel 1994. E nel 2006 quando la Nazionale di Marcello Lippi vinse i Mondiali in Germania era già in pensione. Ma non importa: friulano di frontiera, Bruno era forse persino più adatto a raccontare Ettore che Achille. E dubito si sia mai ritrovato nelle narrazioni ansiogene dei suoi successori. Ma qui mi fermo, perché la nostalgia è cattiva consigliera. Infine, per ultimo ho tenuto l’episodio che rende testimonianza della grandezza dell’uomo Bruno. C’era lui 40 anni fa all’Heysel, quando la furia assassina dei fans del Liverpool massacrò decine di tifosi della juventus. Fu Bruno Pizzul a governare in modo nobilmente tragico il flusso di informazioni per migliaia e migliaia di famiglie in angosciosa attesa nelle loro case, in Italia. Ebbi modo in seguito di sentirgli raccontare di quella notte orrenda intervistato da Giovanni Minoli. Fu commovente ascoltare tutta la ricostruzione di quei momenti terribili, la sofferenza interiore, la necessità di continuare a lavorare, in nome di un dovere morale, non solo professionale. Bruno Pizzul è stato un grande italiano.Appariva sempre più di rado ,questo calcio così diverso ,lontano da quello raccontato per tanti anni gli piaceva sempre meno,preferiva occuparsi delle sue vigne e concedersi di tanto in tanto un buon bicchiere di vino con amici e parenti.Ciao Bruno.