THIAGO MOTTA: PRIMI BILANCI.                       (di Massimiliano Fantasia).
Non è ancora  tempo di bilanci, ma per una Juventus che, dopo le prime dodici giornate di campionato, si ritrova a soli due punti dalla capolista Napoli e che ,oltre ad avere la miglior difesa del campionato in serie A è la sola a non aver ancora perso una partita,ci sono dei ragionamenti che non si possono trascurare.Insomma, davvero un brutto colpo per i catastrofisti che avrebbero voluto proseguire con Massimiliano Allegri o al più avrebbero preferito richiamare alla base Antonio Conte.Perche’poi c’è la Champions League, anche qui,ci troviamo davanti ad un cammino coerente e regolare, al netto della disfatta interna  contro lo Stoccarda.
Insomma Thiago Motta può andare avanti tranquillamente per la sua strada,continuando a difendere la sua idea di calcio e la sua filosofia. E fa benissimo, perché i risultati si vedono per chi li vuole vedere  e premiano soprattutto il coraggio delle idee e lo fanno suo malgrado, al di là di qualche errore di valutazione qua e là,che ci può stare quando sei stato chiamato per gestire una vera e propria rinnovazione.
Questa Juve, nel bene e nel male, ha una sua identità,e tra tutte le squadre di vertice , probabilmente è quella che ha ancora ampi margini di miglioramento a fronte di un’autentica rivoluzione come quella apportata in estate. Alzi la mano chi si sarebbe mai aspettato che Madama potesse essere così avanti nel suo cammino dopo aver inserito ben dodici nuovi calciatori.
Va inoltre sottolineato come  sotto lo sguardo attento di Thiago Motta,diverse pedine siano cresciute in maniera esponenziale. L’esempio più evidente porta il nome di Manuel Locatelli. Tutt’altro interprete rispetto al passato juventino, rivitalizzato a tal punto da essere rientrato in extremis nel giro della Nazionale.Non è più quel giocatore ,timido impacciato che si limitava a svolgere il compitino e talvolta nemmeno ci riusciva,oggi Locatelli è un punto di riferimento imprescindibile per la squadra e Thiago Motta sembra faccia fatica a rinunciarvi. Anche nei momenti più complicati di questa prima parte di stagione,  il 26enne di Lecco non ha sbandato. Alle volte elevandosi persino dalla mediocrità generale come accaduto ad esempio in Juve-Parma dove tutta la squadra ha giocato con il freno a mano.
Altro merito che non può essere trascurato è quello di aver sempre creduto nei giovani e di non aver mai avuto difficoltà a dar loro fiducia. Emblematico il caso di Nicolò Savona che dalla formazione della Next Gen è arrivato in pochi mesi alla prima convocazione con la Nazionale maggiore,dietro a tutto questo c è indubbiamente il grande lavoro fatto da Thiago Motta e dal suo staff che fin dai primissimi giorni hanno avuto il merito di credere nel potenziale del terzino. Morale della favola? 14 gettoni di presenza conditi da 2 goal e non mi sembra roba da poco.
Non mancano le note dolenti, e non potrebbe essere altrimenti osservando il cambiamento epocale, con due giocatori chiamati a dare segnali nel breve e lungo periodo. Il primo è Douglas Luiz, colui che si pensava  in estate che rapidamente potesse prendere in mano il centrocampo. Continuo a credere che, uno così qualitativamente eccelso, sia destinato ad affermarsi pure in Italia. Ma occorre un cambio di mentalità, specialmente dal punto di vista tattico,meno tiki take e più concretezza. Altrimenti con uno come Thiago sarà molto difficile possa trovare spazio.
L’altro è Nico Gonzalez, fin qui sempre indisponibile. C’è chi sostiene che la Juve, considerando l attitudine dell argentino agli infortuni, non avrebbe dovuto investire oltre 30 milioni per strapparlo alla Fiorentina. Opinione legittima, ci mancherebbe, ma prima di sentenziare aspetterei di vederlo all’opera per una decina di gare. Ad oggi siamo al non giudicabile, senza voto, questo non vuole dire che sia una bella situazione.
Vogliamo parlare poi di Timothy Weah? Con Motta sembra un altro giocatore. Dentro il progetto, dentro le azioni, dentro l’area di rigore. L ‘americano sta confermando di essere un giocatore funzionale,non e’ un fuoriclasse questo nessuno lo nega ma siamo davanti ad un giocatore che se messo nelle condizioni di esprimersi sa dare un notevole contributo . E tanti saluti a coloro che, a cuor leggero, se ne sarebbero privati dopo una prima stagione difficile all’insegna dell’apprendistato scandita da parecchi guai fisici.
Ma ci sono stati anche momenti difficili da superare . L’infortunio di Gleison Bremer è stata una mazzata tremenda. Per il rendimento clamoroso del calciatore, l’emergenza numerica, e il valore dei compagni. Senza il brasiliano faticano tutti, nessuno escluso. Meno straripante Gatti, meno sontuoso Kalulu. Danilo, dal canto suo, meriterebbe un capitolo a parte e qui si ritorna agli errori di valutazione.Non ultimo l infortunio di Cabal che ha chiuso anzitempo la sua stagione a causa della rottura del crociato patita nel corso di un allenamento con la sua nazionale e per questo ancor più inaccettabile.
A gennaio, che non è poi così lontano, la palla passerà nuovamente nelle mani di Cristiano Giuntoli. Chiamato a puntellare la rosa, il tutto cavalcando l’onda della sostenibilità, il Football Director nel corso dell’ultima sessione di mercato ha messo sul tavolo letture eccellenti e carattere. Arriverà un difensore centrale, valutazioni in corso per rinforzare l’attacco: vice Vlahovic o tassello poliedrico?Intanto alla ripresa Milan e Aston Villa,due trasferte chiave per il futuro di questa Juventus che Thiago Motta sta costruendo a sua immagine e somiglianza.