fantino

Sono 6 le vittorie a fila, un filotto che fino a qualche settimana fa reputammo impossibile alla luce di una Juventus a briglie sciolte e senza più controllo e personalità. Massimiliano Allegri ha riconsegnato, uno ad uno, giocatori alla signora, giocatori dall’identità naturale, uomini che avevano perso la trebisonda, come fantino. Due anni di assenza del mister livornese si sono sentiti e con essi si sono amplificate flessioni e cali atletici, le gambe che non  rispondevano ai comandi, formazioni gettate al caso nella speranza di un risultato che potesse in qualche modo servire per passare la giornata. Il compito di Allegri è dunque apparso piu’ ostico che mai, due anni di cenere o quasi con l’avvento di Sarri ostile al gradimento di spogliatoio ma con idee non certo da gettare ma i precedenti ne hanno reso una difficile convivenza con l’aggiunta una piazza, quella bianconera, non certo consone alle sue passioni. Pirlo gettato nella mischia dopo la presentazione in pompa magna appena 15 giorni prima quando ad allenare non sarebbe stata la prima squadra ma l’under 23.

Insomma errori di valutazione e fretta nel tornare subito alla vittoria. la Juve si è fatta coraggio e ha richiamato il suo condottiero pregno di nostalgia e rispetto per i buoni rapporti lasciati con la dirigenza. Inizi tutt’altro che confortanti (Udinese e specialmente Empoli) risultati questi che hanno messo in discussione la scelta di un ritorno. La caparbietà dell’uomo della speranza e la scelta della società hanno fatto la loro strada impervia e poi pian piano più consone a quella lasciata dal trainer. Insomma il tempo ha pagato e i risultati di un ” HALMA – HALMA” hanno fatto il resto. Non ci sarà lo spettacolo, quello che in molti lamentavano nella prima conduzione di Allegri ma guardando il passato l’1 a 0 prevale su tutto, come fantino al traguardo finale. Ora si continua cosi, sono 6 a filo i successi, il 7 lo aspettiamo a Milano.