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(Andrea Lybra)

ULTIMA CHIAMATA PER LA LUCE, ALTRIMENTI IL CAOS!
La gara di questa sera contro lo Spezia, allo stato pratico, risulta importante come
una finale Champions e la Juve oggi deciderà il suo destino.
Indipendentemente da tutte le critiche accese e gratuite che stanno piovendo in testa
soprattutto a Massimiliano Allegri, oggi la Juve nella partita con lo Spezia, andrà ad essere
automaticamente salvatrice di se stessa o inesorabilmente carnefice. L’allenatore toscano
alla vigilia della trasferta di La Spezia finge serenità e dispensa fiducia, ma dentro se sa di
essere completamente solo al timone di un’imbarcazione pregiata chiamata Juve e che non
vorrebbe alla fine scoprire si tratti invece del Titanic sotto mentite spoglie. In sala stampa,
nella canonica conferenza del giorno prima, sorridente di facciata ma con un “Diavolo per
capello”, si è sbilanciato svelando che stasera effettuerà un massiccio turnover,
“Chiesa e De Ligt saranno titolari, Morata sta bene. Chiellini unico out”. Poi alla
domanda, momento negativo? “Serve una vittoria, chi entra dalla panchina deve dare il
massimo. Dobbiamo fare meno errori tecnici”. Poi è la volta di
Bentancur, in difficoltà? “Non trovo in difficoltà nessuno. Col Milan ha fatto una bella
partita, idem Rabiot, che però deve essere più cattivo in zona gol. Con la forza che ha
non può non segnare. Poi c’è da dire che fino al momento del corner del gol di Rebic
stavamo facendo bene. Le vittorie sicuramente aiutano. Ma non dobbiamo parlare di
squadra giovane, ma di una squadra con giocatori bravi, chi con più chi con meno
esperienza. Poi i giovani sono quelli di 18 anni, non di 23 o 24. Poi chiaro che
l’esperienza che ha un Chiellini non può averla Locatelli. L’esperienza è una cosa,
l’età un’altra”, che tradotto per i non “udenti” e’ un avviso neanche troppo poco velato
rivolto ai suoi “marinai” che la scusante eta’ anagrafica ha ormai abdicato dal vocabolario di
questa società e che chi indossa questa maglia e viene o schierato in campo o fatto
accomodare in panchina, (procuratori compresi), debba essere consapevole di che maglia
stia indossando e di che peso abbia per tutti. Infondo in campo di certo non va l’allenatore e
indipendentemente da moduli e schemi vari, la rosa juventina è assortita per lottare alla pari
in serie A con tutte le altre squadre ed in Champions per giocarsela fino alla morte.
Svogliatezza, rilassatezza, stanchezza congenita, poco attaccamento ai colori sociali e di
conseguenza poco sudore profuso da “annusare” a fine gara, dalla giornata di oggi saranno
“perseguite” dal manager Max & Company. Dunque la squadra spezzina sembrerebbe la
“vittima sacrificale”, ma dato il periodo è meglio andarci con le “pinze”, non fosse altro che
oggi chiunque incontra la Juve più che impaurirsi sembra galvanizzarsi per cavalcare l’onda
negativa della ex top squadra piemontese. E dunque, che sia davvero la volta buona, 3 punti
per respirare e per ritrovare quelle energie psicofisiche utili al proseguimento dei tantissimi
impegni in calendario nei prossimi giorni e nei prossimi mesi. Se non dovesse verificarsi la
scossa, bene! che allora la società passi decisamente al contrattacco in qualsiasi modo per
bloccare questa onda anomala che rischia sul serio di risucchiare un decennio irripetibile
fatto di sudore, emozioni e tanta gloria.