Come ben sapete più volte ho detto che il calciomercato è la fiera delle illusioni, delle menzogne programmate per puro depistaggio. Certo, funziona così purtroppo ma la legge della bugia programmata ad arte è parte di questo mondo. Il tutto si riassume dunque al puro scopo di non far trapelare nessuna notizia per evitare che il duro frutto di portare a termine un’operazione non venga reso minimamente pubblico evitando così che quel tale giocatore non possa finire in bocca a un avversario. Insomma una guerra di nervi che logora chi la attua.
Affare Locatelli.
Personalmente credo che il forte ma non certo catalogabile come fuoriclasse Locatelli nel pre europei godeva di un parametro di richiesta già oltre una valutazione fuori mercato, ripeto, non stiamo parlando di un fuoriclasse ma di un buon giocatore che sta convincendo e nulla più. Alla luce degli ultimi eventi legati alla doppietta contro la Svizzera corre l’obbligo di aspettarsi che la sua valutazione possa lievitare così tanto che sarebbe irraggiungibile per qualsiasi club italiano. Il Sassuolo si sfrega le mani e insieme all’altro gioiello di famiglia Berardi può dormire sonni tranquilli. Le prospettive di poter rimpinguare le casse societarie indurrebbero la proprietà a chiedere di più rispetto al reale valore del giocatore.
Aspettiamoci quindi di assistere ad un’asta senza precedenti con un finale ormai annunciato. Ragionevolmente non siamo in grado di pagare cifre folli e dunque è facile supporre che il giocatore finirà per essere dirottato oltre frontiera tra mille recriminazioni. La legge Bosman sanciva anche la volontà del giocatore in fase di trattativa e dunque questo aspetto potrebbe spostare l’ago della risoluzione a nostro favore.
Nella logica e nelle esigenze aziendali di un calcio sempre più imprenditoriale e ormai sempre meno padronale il Sassuolo potrebbe cedere davanti a forti nonché irrinunciabili lusinghe di qualche magnate straniero. Ci troveremo dunque davanti allo scenario di una convocazione in sede del diretto interessato con relativo proocuratore a seguito ai quali saranno chiaramente comunicate le decisioni fornendo valide motivazioni di interessi aziendali che sicuramente metteranno in secondo piano quelle che sono le aspettative del diretto interessato il quale avrebbe già manifestato più volte il desiderio di indossare la casacca bianconera.
Dunque l’attesa sarà ancora lunga. Terminati gli europei inizieranno le trattative ma i risultati di un lieto evento personalmente li vedrei tutt’altro che confortanti a nostro favore. Il calcio italiano ancora non può sedersi al tavolo delle trattative se non per prestiti, dilazioni spalmate a più non posso, o per parametri zero. Questa è la realtà.
Spero volentieri di essere smentito e cospargermi il capo di cenere ma ho la sensazione che ci troveremo a rimpiangere un’altra occasione perduta.


