Insomma, quello che doveva essere un programma innovativo e rivoluzionario si è infranto contro il muro dei “fifoni” o di chi non ha voluto rischiare avendo già certezze e rassicurazioni. Parlo delle squadre inglesi che si sono tirate indietro, i soliti insomma, senza attributi chiusi nel loro ghetto.
Un progetto, bello e suggestivo quello della superlega, che avrebbe dato certezze e sicuramente introiti in un momento dove il covid ha bloccato e ridimensionato progetti e crescita.
Si blocca tutto, o almeno è un progetto da rielaborare in futuro ma almeno un segnale l’ha dato. UEFA LEGA E FIGC in allarme e forse per la prima volta hanno sentito scricchiolare la loro posizione di onnipotenza.
Critiche a nessuno ma solo la certezza che tentare di cambiare è lecito per quanto umano. Lo stantio e ormai obsoleto governo calcistico prepotente e arrogante ora non è più sereno.
Una storica frase coniata dal ciclismo raccontava le gesta di chi guidava il gruppo “un uomo solo al comando” riferendosi al campione sudato, affaticato e mai domo, ma consapevole delle proprie forze.
Andrea Agnelli ha fallito il suo progetto, il suo disegno, il suo sogno, ma non per questo ne uscirà sconfitto. Rispetto per chi ha lottato, per chi ha sperato, per chi ha tentato di migliorare.



