Una gara non fa derby per mancanza di almeno uno dei protagonisti. Quello che mancava era la Juve non pervenuta in quello che tranquillamente può essere archiviata come la peggiore gara di questa stagione. Si sperava che la ripresa fosse diversa ma già i primi 10 minuti dei 35 rimasti fino al termine faceva intuire presagi tutt’altro che confortanti. L’ingresso di Mckennie ha cambiato tutto, velocità e più dinamicità a centrocampo dove fino a quel momento regnava abbandono e mancanza di idee. L’americanino va in goal e la Juve si sblocca. Dal piede di Cuadrado nasce il raddoppio di Bonucci che, come Pirlo quel 30 novembre del 2014, gela il toro portando a una liberazioni di abbracci e baci panchina e dirigenti bianconeri. Insomma, i corsi e ricorsi storici si ripetono e speriamo anche i risultati finali. Da quel goal di Pirlo qualcosa si sbloccò: qualcuno ci spera e ricorda bene.

La Juve, lo abbiamo detto, non ha giocato bene, la via della continuità ancora continua a latitare seppur i bianconeri ripropongono due volti: quello in campionato più impaurito e legnoso e quello più spensierato in Champions League. La mancanza di Morata, che dopo il toro mancherà ancora un turno contro il Genoa, si è fatta sentire. È mancata la punta, la profondità nella corsia centrale e l’attaccante vero che riempie l’area nonché quello che risolve nel gioco aereo. Dei singoli pochi hanno brillato ed è nutile negarlo, il solo Weston Mckennie che oltre il goal del pareggio ha fatto vedere qualcosa di diverso, poi Bonucci con il goal della vittoria si fa perdonare l’incertezza in occasione del vantaggio granata. Deludente ancora una volta Paulo Dybala. Poca fantasia, confuso e a volte arraffone nel portare la.palla a confronto con l’avversario. Molti interrogativi a proposito tengono banco in questa fase di recupero del giocatore. Qualche altra prova sancirà se il male è psicologico o di altra natura. Bravo nonché determinante ai fini del risultato Wojciech Szczęsny che salva su Zaza colpevole di aver mancato di freddezza e xoncentrazione. Gli ex compagni ringraziano.
Cristiano Ronaldo si danna come un matto alla ricerca di un assist atto a sbloccare la gara ma la sua prestazione appare diversa per mancanza di tranquillità e più che altro di concentrazione. Chiesa non è quello visto contro la Dinamo Kiev ma fatica e corre come pochi mentre Cuadrado si conferma miglior assist man della Juve. Il colombiano risulta ancora elemento determinante quando dal suo piede parte il prezioso assist per Bonucci dopo aver mandato in rete anche Mckennie.
Una partita dal doppio volto come dal doppio volto è la sua realtà tra campionato e Champions League. Bisognerebbe solo unire queste due diversità per uscire da questo imbarazzo e forse questo limite. Pirlo chiede tempo ma dice anche: il vero DNA della Juve è finalmente venuto fuori