Sicuramente siamo grati ai grandi campioni che hanno fatto la storia della Juve di questi ultimi quindici anni ma, come è logico che sia, il tempo non è clemente e allora urgono cambiamenti immediati. Cambiamenti dolorosi e la capacità di saper voltare le pagine dei ricordi. La Juventus ha bisogno di decespugliare rami ormai ingialliti e non più idonei a un buon raccolto. Inserimento di nuovi elementi? Imperativo assoluto. Giovani e possibilmente campioni ( perché le cose importanti si vincono con quelli) e poi il resto della rosa fatto da portatori d’acqua (Torricelli,Birindelli,Porrini docet…) che furono un asse determinante di una delle più grandi Juventus. Giovani che sappiano inserirsi in un contesto vincente. Serve quello.
L’avvento di Pirlo non è certezza di assoluta sicurezza condottiera. La scuola del tempo e delle esperienze non c’è stata. L’investitura a mister dei ragazzotti delle 23 primavere non è stata nemmeno annusata. Catapultato nella notte della disfatta Lyonesse in prima squadra con il solo bagaglio della propria esperienza da campo. Pieno di timori, incertezze, interrogativi. Un’esperienza che non esiste ma che certo è presente solo dalla propria indiscutibile vita da leader. Insomma, una serie di interrogativi senza avere risposte se non quelle che ormai sei in ballo.
La Juve dunque deve ripartire da punti fermi e decisioni da realizzare senza se e senza ma. Via la vecchia guardia e rinnovo totale prelevando i danari da cessioni obbligate. Solo da questi punti fermi e chiari la Juventus potrà garantire non solo continuità ma principalmente dire addio agli “eroi d’orati” ormai ininfluenti.



