(Fabrizio Tosi)
Dalla ripresa post covid 19 sia il Milan che l’Atalanta non hanno perso un punto; ora la dea va allo Stadium.
Sono passate cinque giornate dalla ripresa del campionato e a sette turni dalla fine, vediamo protagoniste due squadre della stessa regione, le quali non hanno perso un punto dal fischio d’inizio: il Milan e l’Atalanta.
Le due lombarde, rappresentative delle città di Milano e Bergamo, prime purtroppo per i casi di Covid 19, stanno dimostrando al pubblico la loro voglia di riscatto; un riscatto che possiamo definire sinonimo di “reazione alla pandemia”, la quale ha bloccato e sta fermando ancora la più importante regione italiana, simbolo della produttività del paese.
A Milano c’è stato un incremento del 35% dei casi; a Bergamo del 28%, ma gli uomini di Pioli e Gasperini hanno deciso di mettercela tutta e di regalare ai loro tifosi quei sorrisi che da diversi mesi sembrano andati via.
Analizzando il percorso delle due squadre possiamo affermare che l’Atalanta non perde un punto dall’ 8 febbraio, quando a Firenze batteva la Fiorentina per 1-2. Da quella domenica a oggi ha collezionato 27 punti e si trova ora a -2 dalla Lazio e a -9 dalla Juventus.
Proprio domani gli orobici andranno a Torino, città del loro allenatore, Gianpiero Gasperini, per raggiungere il decimo successo di fila, tentando di fare alla compagine di Sarri un altro sgambetto e perché no superare la Lazio? La sconfitta dello scorso anno in Coppa Italia ancora pesa e i quattro punti, collezionati nei due incontri con i biancazzurri, le permetterebbero, in caso di classifica avulsa di acciuffare il secondo posto e di qualificarsi direttamente per la Champions.
Una Champions League che purtroppo non hanno potuto concludere; la vittoria di Valencia ha portato la “regina delle provinciali” ai quarti di finale per la prima volta nella sua storia, facendola conoscere in Europa e nel mondo, non più come la migliore delle primavere, ma come una “super squadra”, capace di tenere testa alle big.
Domani sera, quando l’arbitro Giacomelli fischierà il calcio d’inizio, gli 11 leoni bergamaschi, guidati dalla loro dea, metteranno anima e corpo per cercare di raggiungere un buon risultato contro gli odiatissimi rivali bianconeri, i quali ottennero i 3 punti nella difficile partita d’andata all’Atleti Azzurri d’Italia.
Anche la Juventus dovrà cercare di fare punti: nonostante i 7 punti che la separano dalla Lazio e la (quasi) scontata conquista del titolo, gli uomini di Sarri devono assolutamente vincere e sperare nell’ennesimo passo falso dei romani. Una vittoria permetterebbe alla Juve di raggiungere 78 punti e di riscattarsi dalla sconfitta di Milano, che nell’ambiente bianconero ancora pesa.
Sorpresa di questa ripresa il Milan, reduce da 13 punti, frutto di 4 vittorie e un pareggio in extremis contro la (quasi retrocessa) Spal.
I rossoneri, dal fischio d’inizio del 22 giugno, hanno mostrato di rappresentare perfettamente i loro colori: il rosso come il fuoco e il nero come la paura da incutere agli avversari.
Al 9 marzo, le cose per la compagine meneghina non andavano affatto bene, soprattutto dopo la sconfitta per 1-2, a San Siro, contro il Genoa. Ora però possiamo affermare che il Milan abbia reagito e, dati i successi contro la Roma e la Lazio, tenterà di vincere lo scontro diretto contro il Napoli per raggiungere il quinto posto.
E la Roma? I lupi andranno a Brescia per cercare di collezionare il secondo successo di fila dopo le pesanti sconfitte contro Milan, Napoli e Udinese. In caso di classifica avulsa, rischierebbe di non prendere parte all’Europa League, ma è ancora tutto da vedere. A distanza di mesi possiamo affermare che pesa sia l’assenza di Zaniolo, che la cessione al Valencia del capitano Alessandro Florenzi.
Derby, invece, in Emilia – Romagna: sia il Bologna che il Parma cercano punti. I felsinei, dopo la sconfitta con il Sassuolo, vorrebbero riscattarsi contro coloro che nel 2005 li condannarono alla B; i ducali, invece, vorrebbero superare quota 40 per brindare a un’altra salvezza con qualche giornata d’anticipo.
Le statistiche, infatti, affermano che con 37 punti la salvezza verrebbe raggiunta, ma il risultato delle combinazioni non è ancora certo. Possiamo quindi affermare che superare i 40 punti, per chi dista poco dalla zona occupata da Lecce e Genoa potrà essere sinonimo di salvezza conquistata. Una salvezza che Torino, Udinese, Sampdoria e Fiorentina dovranno conquistare con le unghie e con i denti, soprattutto la squadra di Ranieri che alterna sconfitte a vittorie. Il tecnico romano ha effettivamente svolto un buon lavoro su una squadra priva di organizzazione tecnico – tattica e ora dovrà motivare i suoi fino all’ultimo per poter ottenere almeno 9 punti, di cui 3 dovranno essere conquistati domani nello scontro diretto contro l’Udinese.
Sul fronte finale vediamo Lecce e Genoa ancora in corsa per la salvezza. I salentini, reduci dal successo contro la Lazio, dovranno affrontare il Cagliari, squadra rivelazione dell’andata, mentre i genoani dovranno ottenere i 3 punti contro una Spal, matematicamente retrocessa, ma ancora capace di mettere in difficoltà le grandi, vedi Milan e Atalanta.
Cosa dire di più? Che gli arbitri fischino il calcio d’inizio e che le squadre diano il massimo pensando che ogni vittoria sarà sinonimo di sorriso e di speranza nei confronti di un anno che ha cambiato completamente le vite di ognuno di noi.



