Le date della Coppa Italia tra mille polemiche avevano raggiunto una intesa di massima. La disputa delle gare ordinate in due date: il 12 giugno Juventus-Milan e il 13 Napoli-Inter mentre la finale da giocarsi e il 17.  Sembrava apparentemente tutto certificato per la buona pace di tutti ma l’Inter ha tuonato chiedendo, non si sa per quale misterioso motivo tra l’altro nemmeno giustificato da eventuali affaticamenti atletici dopo tre mesi di stop, l’inversione delle semifinali. Unica  attenuante plausibile ma nemmeno tanto, la partita di recupero con la Sampdoria. Questa spiegazione lascerebbe sinceramente poco spazio ad una logica giustificata complicando ulteriormente le carte in tavola. Juventus e Milan hanno detto di non essere d’accordo e dunque ora si assistera’ all’ennesima puntata di altre decisioni che scateneranno valanghe di polemiche. Marotta aveva anche  proposto il 2 agosto ma i vertici non hanno preso questa ipotesi percorribile.

Alla luce di queste novità, da parte dei neroazzurri, spunta la minaccia di far scendere in campo la primavera. Il rischio reale di una decisione di questo genere non appare irrealizzabile. Questa sarà la prima di molte contestazioni che ci appresteremo a vivere.