Notti di passione e di grandi partite, notti che decidono, notti propedeutiche a giorni esaltanti o deprimenti, notti in cui, cantava Ligabue, “sei sveglio o non sarai sveglio mai…”; quelle che attendono la Vecchia Signora sabato e martedì prossimi, vi rientrano a pieno titolo.
La sottile linea di confine tra una stagione eccellente, ordinaria o fallimentare è collocata sul sentiero minato da due icone del calcio italiano e soprattutto europeo, il cui disinnesco, a prescindere dai momenti storici in cui calendari e destino le hanno poste sul percorso zebrato, è sempre stato un esercizio affatto agevole e talvolta, haimé, pure ineseguibile.
Madama è chiamata a uno stato ben superiore alla semplice veglia; dovrà essere attenta, consapevole e presente a sé stessa come non mai, perché, sia chiaro, la Juve bolsa, narcolettica, a tratti tremebonda del Paolo Mazza e di tante, troppe partite di una stagione onorevole, per ora, solo nei risultati, sarebbe destinata ad accantonare prematuramente ogni velleità; legittima in ordine alle questioni domestiche; pretestuosa in termini continentali, di rendere più luminescente l’arco della propria gloria.
A scanso d’equivoci, i presupposti indispensabili per cercare di scollinare al meglio gli ostacoli Milan e Real Madrid sono sostanzialmente due: la condizione ottimale del trio d’attacco sudamericano (posto che venga schierato per intero…, possibilità tutt’altro che certa) e la dismissione, a onta di ogni interferenza proveniente da una panchina dorata solo per chi confonde il metallo nobile con la pirite, della consueta, deprecabile tendenza a rattrappirsi malamente e affannosamente, appena le sorti della gara paiono sorridere.
Ciondimeno, soprattutto al cospetto dei campioni d’Europa e del Mondo in carica e alla luce delle ben note carenze strutturali e organizzative, anche una Juve meno catennaciara del solito potrebbe non bastare, ma in punta di fatto, proprio in virtù di quel che manca, un eventuale risultato negativo non ne determinerà il discredito purché, ovviamente, abbia fatto tutto quanto in suo potere per evitarlo.
Ben venga, pertanto, il confronto con i migliori; se non si vincerà, è auspicabile che chi deve impari e capisca cosa fare per progredire, al netto di ogni infingimento o lusinga a buon mercato proveniente dall’area cortilizia.
Alle 22.45 di martedì 3 aprile, comunque andrà, molte cose saranno più chiare, non a tutti, certamente a molti.
Augh.
Ezio MALETTO


